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Data: 04/06/1998 - Ora: 16:14
Categoria:
Economia
Con stipendi a 'doppio binario', una maggiore flessibilità dell'orario, e nuove forme di impiego come quelle introdotte dal Ministero del lavoro, si potrebbero ridurre quelle molte forme di lavori "grigi" e irregolari (presenti soprattutto nel mezzogiorno) che eludono contratti e regolamenti e che danneggiano la libera concorrenza e gli stessi lavoratori, dato che non sono coperti da garanzie previdenziali e assicurative. Il lavoro irregolare non è solo un problema di garanzie lavorative: "Queste forme - spiega Fazio - sono nocive per la vita del cittadino: incidono sulla legalità, sulla dignità dei lavoratori, attenuano la percezione della differenza tra attività lecite svolte in modo irregolare e attività illecite". A spingere verso il 'lavoro grigio' - afferma d'altro canto Fazio - è proprio "l'incoerenza tra produttività e remunerazioni". Oggi ci sono già e sono sempre più frequenti nell'ambito dei contratti aziendali, forme di remunerazione variabile collegate con la redditività: ma - sottolinea il governatore - riguardano solo una quota trascurabile, inferiore al 3% del livello medio della remunerazione. Occorre quindi rompere questo circolo vizioso: l'aumento della produzione, infatti, è ostacolato, nell'Europa continentale come in Italia, da una struttura di rapporti di lavoro che, in definitiva, penalizza l'occupazione. "L'apertura alla competizione internazionale - rileva - ripone la domanda di lavoro in prossimità di livelli coerenti con i minimi ciclici della produzione". Di conseguenza, con la ripresa, l'industria ha risposto usando maggiormente gli addetti, "come testimoniato dall'accrescimento del lavoro straordinario". Si sono diffuse inoltre forme di occupazione a termine, ma il numero complessivo dei senza lavoro non è diminuito. Nel settore delle costruzioni, infatti, l'occupazione è rimasta sui minimi raggiunti all'inizio del 1997 (meno quindici per cento, rispetto al 1991) e in quello dei servizi mostra un andamento incerto, con una netta tendenza alla diminuzione dei lavoratori indipendenti.
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