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Lavoro/ Fazio: "Per occupazione sistemi a doppio binario"

Data: 04/06/1998 - Ora: 16:14
Categoria: Economia

Stipendi a 'doppio binario' per fronteggiare il problema dell'occupazione sono stati proposti dal Governatore della Banca d'Italia, Antonio Fazio nella sua relazione annuale. Il Governatore sottolinea, tra l'altro che l'orario di lavoro annuale previsto dai contratti segnala "una tendenza di lungo periodo alla riduzione", dalle duemila ore del 1970 alle attuali mille e settecento. Nel settore delle costruzioni l'occupazione è rimasta sui minimi raggiunti all'inizio del 1997 (meno quindici per cento rispetto al 1991) e in quello dei servizi mostra un andamento incerto, con una decisa tendenza alla diminuzione dei lavoratori indipendenti. (FM)
Il Governatore della Banca d'Italia, Antonio Fazio, affrontando il tema dell'occupazione e del dibattito sulla riduzione dell'orario di lavoro, nella sua relazione annuale propone uno stipendio a 'doppio binario': una quota di salari fissa, uguale per tutti, preponderante ma ridotta rispetto all'attuale e una componente variabile che può aumentare o diminuire a secondo della produttività. L'orario di lavoro annuale previsto dai contratti mostra già "una tendenza di lungo periodo alla riduzione" dalle duemila ore del 1970 alle attuali mille e settecento). Un'eventuale ulteriore riduzione, quindi, secondo il governatore "deve poter consentire variazioni notevoli a livello settimanale e mensile, che consentano di adattarsi alle esigenze stagionali e cicliche". In sintesi, sembra voler dire il Governatore, le trentacinque ore settimanali possono andare bene se sono calcolate su base annua e se sono distribuite nell'arco dei dodici mesi in base alle esigenze della produzione.

Con stipendi a 'doppio binario', una maggiore flessibilità dell'orario, e nuove forme di impiego come quelle introdotte dal Ministero del lavoro, si potrebbero ridurre quelle molte forme di lavori "grigi" e irregolari (presenti soprattutto nel mezzogiorno) che eludono contratti e regolamenti e che danneggiano la libera concorrenza e gli stessi lavoratori, dato che non sono coperti da garanzie previdenziali e assicurative. Il lavoro irregolare non è solo un problema di garanzie lavorative: "Queste forme - spiega Fazio - sono nocive per la vita del cittadino: incidono sulla legalità, sulla dignità dei lavoratori, attenuano la percezione della differenza tra attività lecite svolte in modo irregolare e attività illecite". A spingere verso il 'lavoro grigio' - afferma d'altro canto Fazio - è proprio "l'incoerenza tra produttività e remunerazioni". Oggi ci sono già e sono sempre più frequenti nell'ambito dei contratti aziendali, forme di remunerazione variabile collegate con la redditività: ma - sottolinea il governatore - riguardano solo una quota trascurabile, inferiore al 3% del livello medio della remunerazione. Occorre quindi rompere questo circolo vizioso: l'aumento della produzione, infatti, è ostacolato, nell'Europa continentale come in Italia, da una struttura di rapporti di lavoro che, in definitiva, penalizza l'occupazione. "L'apertura alla competizione internazionale - rileva - ripone la domanda di lavoro in prossimità di livelli coerenti con i minimi ciclici della produzione". Di conseguenza, con la ripresa, l'industria ha risposto usando maggiormente gli addetti, "come testimoniato dall'accrescimento del lavoro straordinario". Si sono diffuse inoltre forme di occupazione a termine, ma il numero complessivo dei senza lavoro non è diminuito. Nel settore delle costruzioni, infatti, l'occupazione è rimasta sui minimi raggiunti all'inizio del 1997 (meno quindici per cento, rispetto al 1991) e in quello dei servizi mostra un andamento incerto, con una netta tendenza alla diminuzione dei lavoratori indipendenti.

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