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Data: 16/02/1999 - Ora: 18:37
Categoria:
Economia
Nuova protesta degli allevatori e macellatori di bovini che sono contro la politica comunitaria che premia con
troppi aiuti gli altri paesi, soprattutto la Francia. 1.114 lire di aiuti per un chilo di carne francese contro le 243
lire concesse ai nostri produttori. Sono centinaia i mezzi pesanti che in questi giorni stanno convergendo
verso il Belgio per arrivare davanti al Parlamento europeo per la manifestazione del 22 febbraio, giorno in cui è
prevista la riunione dei ministri europei per la riforma della Pac (politica agricola comunitaria). Gli allevatori
chiedono ai rappresentanti italiani al Consiglio europeo di battersi per ottenere i consensi necessari per la
ridistribuzione delle quote, ma per ottenere ciò è necessaria l'unanimità e per ora appoggiano questa battaglia
solo Inghilterra, Danimarca e Svezia.
Intanto il ministro per le Risorse agricole, Paolo De Castro ha detto "Agli allevatori in marcia verso Bruxelles
mando a dire che nelle prossime settimane ci saranno dei fatti", confermando che l'Italia sta conducendo una
"battaglia straordinaria" per l'eliminazione delle quote latte. "Noi siamo contro le quote latte", ha detto De
Castro, "ma in questa battaglia siamo quattro contro undici", il che significa, che "dobbiamo prepararci a
portare a casa nuove quote più adeguate alla capacità produttiva del nostro Paese". Tredici trattori bolognesi
sono però stati bloccati dalla polizia a Chastres, a poche decine di chilometri da Bruxelles, "per motivi di ordine
pubblico, ai trattori è proibito entrare in autostrada".
Il leader dell'avanguardia Roberto Badini si è fatto accompagnare, dai gendarmi, a Bruxelles, per incontrare
l'ambasciatore italiano Francesco Corrias e il console Marco Villani, per ottenere l'autorizzazione ad avvicinarsi
di qualche chilometro alla capitale belga ed organizzare un presidio davanti all'Europarlamento. Presidi dei
Cobas del latte sono in tutta Italia: al casello dell'autostrada Torino-Savona, sull'Aurelia, a Piacenza. Ieri 56
trattori sono partiti da Verona per raggiungere Bruxelles, "Andiamo a Bruxelles per far conoscere all'intera
Comunità Europea come in Italia il regime delle quote latte non sia mai stato applicato con le garanzie previste
dai regolamenti comunitari", ha dichiarato stamattina Vilmare Giacomazzi, allevatore veronese e leader storico
dei Cobas. Questa situazione, secondo l'allevatore, è imputabile a tutti gli
organismi di gestione da Unalat alle organizzazioni professionali agricole
(''per aver fornito dati non veritieri''), alle Camere di Commercio (''per
le imprecise rilevazioni sulla produzione nazionale'') al ministero (''non
ha gestito correttamente i rilevamenti'') e al governo (''troppe norme non
in linea con i regolamenti comunitari''). ''Riteniamo che il regime delle
quote - ha aggiunto Giacomazzi - non abbia potuto trovare applicazione per
colpa imputabile all'amministrazione statale ed ora chiediamo che lo
stesso regime finisca e non venga prorogato oltre l'anno prossimo''A complicare i
rapporti tra Roma e Bruxelles il blocco delle importazioni di bovini dall'Ue proclamato ieri dall'Assocarni
(associazione nazionale dell'industria e del commercio di carni e bestiame). La decisione colpisce soprattutto
la Francia da cui importiamo l'82% degli 1,3 milioni di capi che arrivano ogni anno in Italia dal resto d'Europa.
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