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Latte/ Di nuovo in marcia i Cobas

Data: 16/02/1999 - Ora: 18:37
Categoria: Economia

Nuova protesta dei Cobas che lamentano troppi aiuti agli altri paesi. Sono centinaia i trattori in movimento verso il Belgio dove il 22 febbraio ci sarà la riunione dei ministri europei per la riforma della Pac, la politica agricola comunitaria. Gli allevatori chiedono ai rappresentanti italiani al Consiglio europeo di battersi per ottenere i consensi necessari per la ridistribuzione delle quote. Presidi sono in tutta Italia, sono stati invece bloccati a Chastres dai gendarmi 13 trattori bolognesi. A complicare i rapporti tra Roma e Bruxelles il blocco delle importazioni di bovini dall'Ue proclamato ieri dall'Assocarni (associazione nazionale dell'industria e del commercio di carni e bestiame).La decisione colpisce soprattutto la Francia da cui importiamo l'82% degli 1,3 milioni di capi che arrivano ogni anno in Italia dal resto d'Europa. L'obiettivo che si vuole raggiungere è non pagare le multe ed avere gli stessi diritti degli altri Stati europei. (CP/MN)

Nuova protesta degli allevatori e macellatori di bovini che sono contro la politica comunitaria che premia con troppi aiuti gli altri paesi, soprattutto la Francia. 1.114 lire di aiuti per un chilo di carne francese contro le 243 lire concesse ai nostri produttori. Sono centinaia i mezzi pesanti che in questi giorni stanno convergendo verso il Belgio per arrivare davanti al Parlamento europeo per la manifestazione del 22 febbraio, giorno in cui è prevista la riunione dei ministri europei per la riforma della Pac (politica agricola comunitaria). Gli allevatori chiedono ai rappresentanti italiani al Consiglio europeo di battersi per ottenere i consensi necessari per la ridistribuzione delle quote, ma per ottenere ciò è necessaria l'unanimità e per ora appoggiano questa battaglia solo Inghilterra, Danimarca e Svezia. Intanto il ministro per le Risorse agricole, Paolo De Castro ha detto "Agli allevatori in marcia verso Bruxelles mando a dire che nelle prossime settimane ci saranno dei fatti", confermando che l'Italia sta conducendo una "battaglia straordinaria" per l'eliminazione delle quote latte. "Noi siamo contro le quote latte", ha detto De Castro, "ma in questa battaglia siamo quattro contro undici", il che significa, che "dobbiamo prepararci a portare a casa nuove quote più adeguate alla capacità produttiva del nostro Paese". Tredici trattori bolognesi sono però stati bloccati dalla polizia a Chastres, a poche decine di chilometri da Bruxelles, "per motivi di ordine pubblico, ai trattori è proibito entrare in autostrada".
Il leader dell'avanguardia Roberto Badini si è fatto accompagnare, dai gendarmi, a Bruxelles, per incontrare l'ambasciatore italiano Francesco Corrias e il console Marco Villani, per ottenere l'autorizzazione ad avvicinarsi di qualche chilometro alla capitale belga ed organizzare un presidio davanti all'Europarlamento. Presidi dei Cobas del latte sono in tutta Italia: al casello dell'autostrada Torino-Savona, sull'Aurelia, a Piacenza. Ieri 56 trattori sono partiti da Verona per raggiungere Bruxelles, "Andiamo a Bruxelles per far conoscere all'intera Comunità Europea come in Italia il regime delle quote latte non sia mai stato applicato con le garanzie previste dai regolamenti comunitari", ha dichiarato stamattina Vilmare Giacomazzi, allevatore veronese e leader storico dei Cobas. Questa situazione, secondo l'allevatore, è imputabile a tutti gli organismi di gestione da Unalat alle organizzazioni professionali agricole (''per aver fornito dati non veritieri''), alle Camere di Commercio (''per le imprecise rilevazioni sulla produzione nazionale'') al ministero (''non ha gestito correttamente i rilevamenti'') e al governo (''troppe norme non in linea con i regolamenti comunitari''). ''Riteniamo che il regime delle quote - ha aggiunto Giacomazzi - non abbia potuto trovare applicazione per colpa imputabile all'amministrazione statale ed ora chiediamo che lo stesso regime finisca e non venga prorogato oltre l'anno prossimo''A complicare i rapporti tra Roma e Bruxelles il blocco delle importazioni di bovini dall'Ue proclamato ieri dall'Assocarni (associazione nazionale dell'industria e del commercio di carni e bestiame). La decisione colpisce soprattutto la Francia da cui importiamo l'82% degli 1,3 milioni di capi che arrivano ogni anno in Italia dal resto d'Europa.

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