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La morte di Abiola sconvolge la Nigeria

Data: 08/07/1998 - Ora: 16:09
Categoria: Politica

Il prigioniero politico, più prominente della Nigeria, Moshood Abiola, morto ieri notte, fa oscillare la delicata situazione nigeriana. Alla scomparsa della guida dell'opposizione al governo sono seguìte la scossa, la rabbia e le rinnovate richieste di un popolo che reclama un ritorno alla regola civile. Gruppi di giovani hanno incendiato pneumatici, preso a sassate la polizia, che ha risposto con i gas lacrimogeni, e saccheggiato negozi a Lagos ed in altri centri del paese. Le violente proteste nella Nigeria del sud tutt'ora non accennano a fermarsi. (FM)
Il politico miliardario, Moshood Abiola, prigioniero dal 1994 (da quando aveva sfidato i militari presentandosi alle elezioni presidenziali: mentre lo spoglio era ancora in corso e la sua vittoria quasi sicura, l'allora capo della giunta militare Sani Abasha, al potere grazie a un golpe, aveva annullato lo spoglio), sarebbe stato colto da malore, ad Abuja, durante un colloquio con funzionari del governo nigeriano e una delegazione americana. La circostanza è stata confermata dal vice-segretario di Stato americano Thomas Pickering, che proprio ieri aveva incontrato il capo della giunta militare nigeriana, Abdulsalam Abubakar. Si crede che il governo stesse provando a convincere Chief Abiola a dare il suo mandato presidenziale in cambio della sua libertà, ma lui non era disposto a sottostare alle condizioni imposte. Molti degli alleati principali di Abiola hanno espresso i sospetti circa le cause della sua morte e sua figlia Wuru crede che sia stato ucciso: "è morto perché lo hanno avvelenato", ha detto irremovibile dalla sua convinzione. La famiglia di Abiola ha intanto chiesto di nominare due medici legali stranieri per l'autopsia sul corpo del leader.

"Le condizioni del suo isolamento - dice Kofi Annan, che ha incontrato Abiola nei giorni scorsi - facevano sì che non sapesse chi ero". Proprio il segretario generale dell'Onu si era prodigato per la liberazione del leader. Abiola sembrava molto vicino alla scarcerazione perché l'8 giugno scorso era infatti morto il suo antagonista di sempre, il generale Sani Abasha. Al potere era salito il nuovo "uomo forte" della Nigeria, Abdusalam Abubakar, che si era impegnato con Annan a rimettere Abiola in libertà, fino alla sua improvvisa morte che è stata accolta con sconcerto anche all'estero. "Abiola avrebbe potuto svolgere un ruolo chiave nel processo di democratizzazione della Nigeria", ha commentato il presidente sudafricano Nelson Mandela.
Il presidente Bill Clinton ha allontanato la speculazione che la morte sia dovuta ad un tale gioco ripugnante e detto di aver consigliato a delle misure verso la democrazia prese dopo la morte della guida nigeriana, il General Sani Abacha. Anche il segretario generale delle Nazioni Unite, Kofi Annan, ha richiesto calma in questo momento di estrema delicatezza. L' attenzione è ora sulla nuova guida militare, il General Abubakar, che si prevede farà presto un discorso per contrassegnare l'estremità del funzionario che si addolora per il suo predecessore.

Il corrispondente della BBC a Lagos dice che intanto i nigeriani sono ancora scossi e sospettosi, dopo la morte improvvisa, soltanto un mese fa, della guida militare, il General Sani Abacha. Tutta la Nigeria, fra i più popolosi dell'Africa, con un sottosuolo ricchissimo, soprattutto di petrolio, è ora in fermento. E la morte di Abiola avvelena a ncor di più il clima di questi giorni. Il primo agosto i nigeriani saranno chiamati alle urne per eleggere il nuovo presidente. La crisi rischia di precipiatare, ora dopo ora."Non possono non esserci tragiche conseguenze: un eroe del popolo è appena morto mentre era in carcere. Impossibile che la gente creda a una morte naturale", ha detto Bolaji Akinyemi, portavoce in esilio a Londra di "Nadeco", uno dei principali gruppi d'opposizione. A Lagos, la città di Abiola dove l'etnia Yoruba prevale sulla rivale Haussa, le strade del centro non lasciano presagire la fine della tensione.

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