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L'editoriale/ Roma - Lecce

Data: 19/02/2001 - Ora: 10:18
Categoria: Sport

Olimpico amaro per Cavasin: la sua bestia nera continua ad annidarsi tra le mura di questo tempio. E non importa se assuma di volta in volta la fisionomia della Roma o della Lazio: qui, il tecnico trevigiano non è mai uscito con un solo punto in quattro gare, tra questa e scorsa stagione.
Olimpico amaro perché in tutte e quattro le occasioni il Lecce s’è comportato in maniera esemplare, dando vita a sfide memorabili. Ma quando ci si mette di mezzo anche la disdetta di arbitraggi in giornata negativa, diventa davvero improponibile strappare anche solo un piccolo punto. Applausi sì, quelli sempre, finora. Ma è davvero una magrissima consolazione. Le vittorie morali portano solo rammarico; quelle reali (leggi: Napoli sull’Inter) offrono a chi insegue l’opportunità di allungare il passo e di soffiare sul collo dei salentini. La contiguità con la zona retrocessione è oggi una lama sottile, dallo spessore di due punti. Bisogna maneggiare con cura, per non tagliarsi… Insomma, non è bastata la Roma a smontare il piccolo, grande gioiello tattico messo a punto da Cavasin. C’è voluto anche il supporto del signor Messina di Bergamo, arbitro dell’incontro, che ha voluto offrire il suo gentile contributo alla vittoria dei capitolini, ponendo sul "piatto d’argento delle sviste clamorose" un paio di personali decisioni a dir poco grossolane. Insomma, è stato protagonista (almeno al cinquanta per cento) dell’affermazione romanista, lasciando il resto a Samuel, l’unico a creare un sussulto in una squadra stanca, povera di idee e ricca di affanni. Stupisce, d’altro canto, che si sia parlato molto, persino troppo dei due rigori negati al Lecce... (continua). Emilio Faivre Di certo c’è l’evidenza in sé del fatto: il doppio abbaglio di Messina è stato fin troppo manifesto. Impossibile, soprattutto, sorvolare in occasione del tocco di mano con cui Zago ha deliberatamente fermato il dribbling in area di Vugrinec. Un episodio ai limiti dello scandalo, tanto più che le immagini hanno nitidamente mostrato l’ottima posizione dell’arbitro. Colpo di sole improvviso? Un’altra domanda viene da porsi: tutto l’interesse manifestato verso i torti subiti dal Lecce (e, di riflesso, dalle altre provinciali), avrà, per caso, qualcosa a che vedere con eventuali lamentele da parte delle inseguitrici, Lazio e Juventus in testa? Ai posteri l’ardua sentenza; al Lecce la consapevolezza che poche altre volte gli capiterà di avere tanti altri "difensori" al di fuori del Salento… S’è parlato anche – e molto – dei guai della Roma: la sconfitta casalinga con il Liverpool, le litigate tra Sensi ed il "pupone" Totti per il rinnovo del contratto, le assenze dello stesso Totti e di Cafu. Tanti alibi, più o meno validi, per spiegare la giornata non proprio felice. S’è parlato invece troppo poco del mezzo miracolo messo a segno da Cavasin, che, a corto contemporaneamente di Conticchio, Piangerelli, Osorio, Juarez e Viali, s’è visto costretto a disegnare a tavolino una formazione del tutto inedita, dovendo far ricorso anche a due esordienti totali in A: Dainelli, in campo fin dalle prime battute nelle veci di vice-Juarez (davvero promettente, il suo esordio) ed il gioiellino Vucinjic, attaccante croato, entrato nel convulso finale. Risultato: non s’è avuta grossa sofferenza e la squadra imbottita di gregari ha mantenuto un perfetto atteggiamento difensivo, con disinvoltura, ma anche con rabbia agonistica, producendosi in alcune pericolosissime sortite offensive. Ora si torna ad affrontare un avversario alla portata, l’ostica Reggina di Franco Colomba. Un impegno molto duro, che offre però al Lecce anche la possibilità immediata del riscatto.

Che cosa è piaciuto
La prestazione di Vugrinec: spina nel fianco della difesa romanista, con le sue serpentine l’ha messa più volte in crisi. È stato il più attivo nel proporsi in avanti, sfiorando anche un gol da collezionare nella cineteca del calcio e spedendo quindi alla Roma un preciso messaggio: mai abbassare la guardia. Buona l’intesa con Lucarelli, con il quale si è prodotto in alcuni scambi in velocità che hanno fatto girare la testa all’avversario.

Che cosa non è piaciuto
Inutile ribadire che l’elemento negativo condizionante è stato l’arbitraggio. Meglio soffermarsi su un dato tecnico, come può essere l’azione da cui è scaturito il gol della Roma: Cavasin ha elogiato il gesto tecnico di Samuel, ma è vero anche che, nell’occasione, è apparso incomprensibilmente rinunciatario l’atteggiamento di Malusci, che ha seguito attentamente per tutta l’area il suo avversario, per poi mollarlo proprio nel momento dell’aggancio della sfera. È stata la macchia indelebile di una partita impeccabile.

Curiosità
Con il fallo di mano di Zago e la chiara trattenuta di Samuel su Lucarelli, salgono a quattro i rigori netti non concessi al Lecce nelle ultime tre giornate. Sempre su Lucarelli con il Perugia, quindi, andando a ritroso, su Tonetto con la Lazio, gli altri episodi. Di questo passo, si dovrà chiedere ai giocatori del Lecce di perdere un arto nell’impatto, pur di ottenere il tiro dagli undici metri…

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