Questo portale non gestisce cookie di profilazione, ma utilizza cookie tecnici per autenticazioni, navigazione ed altre funzioni. Navigando, si accetta di ricevere cookie sul proprio dispositivo. Visualizza l'informativa estesa.
Data: 19/12/2000 - Ora: 10:06
Categoria:
Cronaca
L'intervento di Sergio Mattarella non
frena però le polemiche e si
moltiplicano le interrogazioni
parlamentari (di Forza Italia e anche
dei Democratici di Sinistra). Quello
che i reduci americani della Guerra
del Golfo hanno battezzato il
"metallo del disonore" si rivela
sempre più un'arma a doppio taglio:
efficacissima nel penetrare le
corazze dei tank nemici, altrettanto
micidiale per la capacità di
penetrare poi nell'organismo dei
militari della Nato che hanno
operato e operano nei Balcani.
Colpendo il bersaglio i proiettili rivestiti di uranio esplodono, infiammando il
metallo pesante che si sparge attorno sotto forma di particelle microscopiche.
I soldati che arrivano a controllare gli obiettivi colpiti alzano la polvere e la
respirano. Dopo qualche mese o qualche anno possono apparire i sintomi della
contaminazione: leucemia. Documenti dello Stato Maggiore dell'Esercito
dimostrano che i vertici militari hanno messo in guardia dei rischi i reparti in
Kosovo e su questi pericoli da gennaio la procura militare di Roma ha aperto un
monitoraggio giudiziario. Tre sarebbero finora i morti italiani, uccisi dagli effetti
diretti o indiretti provocati dall'esposizione agli armamenti all'uranio impoverito;
a questi vanno aggiunti - spiega l'Osservatorio per la tutela del personale delle
Forze armate - altri 4 sottoufficiali probabilmente morti in seguito al contatto con
materiale tossico utilizzato per la manutenzione degli elicotteri. Le trevittime
avevano tutte prestato servizio in Bosnia, come i due militari ricoverati in questi
giorni a Cagliari - membri della Brigata "Sassari" che ha operato anche in
Kosovo. Uno dei due sottoufficiali - che è stato volontario per le missioni nei
Balcani - è stato ricoverato proprio ieri nell'ospedale oncologico "Businco" per
meglio analizzare le affezioni al sistema immunitario manifestatesi al rientro dal
Kosovo.
In tutto - elenca l'Osservatorio - sono 12 i militari tornati dai Balcani e ora sotto
osservazione: 3 malati di leucemia, uno per problemi immunitari-istologici e altri
8 per diverse patologie tumorali. "Noi non sottovalutiamo e non trascuriamo
alcuna verifica. Ma quello che però dobbiamo dire è che allo stato attuale, tutti
i dati, elementi e notizie acquisite, dimostrano che non vi è motivo di allarme
collegato con i luoghi in cui operano in nostri soldati nei Balcani": così
Mattarella ha risposto ieri alle domande sull'allarme-uranio, ricordando che le
truppe italiane non hanno tra i loro armamenti tali proiettili, presenti invece
negli arsenali americani, britannici e francesi. Il problema è ben presente ai
vertici militari che dal novembre ' 99 al maggio di quest'anno hanno almeno
due volte inviato documenti con provvedimenti cautelativi ai comandi dei
reparti in missione in Kosovo: in quello del 3 maggio ottenuto da Repubblica l'
Ufficio Logistico dello Stato Maggiore elenca le fonti e i motivi di rischio
nell'area di impiego del contingente italiano in Kosovo e le precauzioni che il
personale deve prendere a riguardo della polvere di uranio impoverito rilasciato
dai proiettili sparati soprattutto dai cacciabombardieri Usa (per un totale di
almeno 31mila dardi, ovvero circa 10 tonnellate di uranio impoverito).
Tali ordigni sono stati utilizzati in 112 missioni nella guerra contro le truppe
serbe, 40 delle quali avvenute nel triangolo Pec-Djakovica- Prizren, dove
dall'estate '99 operano i circa 5mila uomini del contingente italiano.
Data: 29/02/2012
Mammiferi marini spiaggiati. Due casi in mattinata
Data: 03/01/2019
Cade la neve anche in Salento
Data: 01/01/2019
Bari. I senzatetto nei centri h24
Data: 19/12/2018
Crisi Gazzetta del Mezzogiorno. Messaggio del Rettore Vincenzo Zara
di Maria Nocera
Sede amministrativa:
Via 95° Rgt. Fanteria, 70
73100 Lecce
Tel. 0832 34 40 41
Fax 0832 34 02 28
info@sudnews.tv
Editore: ClioCom
Testata giornalistica
Reg. Tribunale di Lecce
31 Agosto 1995 n. 617
ClioCom © 2025
Clio S.r.l. Lecce
Tutti i diritti riservati