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Data: 23/07/1998 - Ora: 10:05
Categoria:
Politica
"La Bosnia sta accadendo nel Kosovo, Srebrenica sta accadendo a Orahovac". Con questo
titolo il giornale di Pristina in lingua albanese "Bujku" descrive le atrocità commesse dai soldati serbi sulla popolazione
albanese. Molti dei morti sarebbero infatti stati mutilati prima di essere uccisi. La Lega democratica del Kosovo, guidata da
Ibrahim Rugova, ha chiesto l'intervento immediato delle organizzazioni internazionali umanitarie affinché venga aperto un
corridoio per evacuare i feriti da Orahovac. I combattenti dell'Uck si sono ritirati dalla città, ma alcuni giornalisti stranieri
che hanno potuto avvicinarsi alla zona affermano che si spara tuttora. Secondo fonti albanesi i serbi hanno cominciato a
bombardare il villaggio di Restane nei pressi di Suva Reka. Radio Tirana ha denunciato ieri la presenza massiccia di truppe
jugoslave lungo il confine con l'Albania. I soldati della terza armata jugoslava stanno nuovamente minando il confine per
impedire il flusso di profughi, armi e combattenti da e per il Kosovo.
Dopo la caduta di Orahovac il fronte di battaglia si è spostato verso Prizre, a 16 chilometri dal confine albanese. Le autorità
albanesi hanno nuovamente protestato per la violazione della integrità territoriale dell'Albania, per la seconda volta negli
ultimi tre giorni le granate jugoslave sono cadute all'interno del territorio albanese, sul passo di Padesh.
Di fronte all'aggravarsi della situazione nel Kosovo la Nato ha deciso ieri di aggiornare i suoi piani militari per un eventuale
intervento nella regione. Alla riunione degli ambasciatori dei 16 a Bruxelles ha partecipato l'ambasciatore americano in
Macedonia Christopher Hill, braccio destro del supermediatore americano Richard Holbrooke per il Kosovo. Dopo essere
stato informato dell'evoluzione della crisi il Consiglio Atlantico ha dato mandato ai comandi militari di "approfondire la
preparazione di piani per un possibile intervento della Nato la prossima settimana". Il segretario generale della Nato Solana
si recherà oggi a Skopje per nuove consultazioni con le autorità macedoni. Nell'ex Repubblica jugoslava, dove più di un
terzo della popolazione è di nazionalità albanese, temono infatti l'allargarsi del conflitto.
I tre attentati dinamitardi che martedì hanno scosso la Macedonia non sono tuttora stati rivendicati, ma il loro collegamento
con il conflitto kosovaro sembra fuori dubbio. "La situazione umanitaria nel Kosovo sta peggiorando ad ogni momento.
L'impressione è che si tratti di una crisi che sta sfuggendo ad ogni controllo" ha dichiarato il commissario europeo per le
questioni umanitarie Emma Bonino.
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