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Data: 21/04/1999 - Ora: 09:34
Categoria:
Politica
Queste emittenti subito dopo il bombardamento hanno interrotto le trasmissioni. All'interno del palazzo ci sono anche gli uffici di radio Kosava e di una televisione, entrambi di proprietà della figlia di Milosevic, Marija. "E' incredibile", ha detto Dragan Covic, del centro crisi di Belgrado. "Questo era un palazzo della stampa con giornalisti che stavano lavorando", ha aggiunto.
Ma i bombardamenti della Nato non hanno interessato solo il
centro di Belgrado. Secondo mezzi d'informazione jugoslavi,
prima dell'alba aerei alleati hanno colpito diversi obiettivi
nel nord e nel centro della Serbia. Ancora nel mirino Novi Sad e
Valjevo. In quest'ultima città sei missili hanno centrato
una fabbrica e provocato un violento incendio. Secondo Studio B,
emittente televisiva di Belgrado, una persona sarebbe statagravemente ferita.
A Novi Sad la Nato avrebbe colpito una raffineria e il terzo ed ultimo ponte che collega le due metà della città. Non è chiaro quanto seriamente sia rimasto danneggiato il ponte su cui passano sia auto che treni. Nei pressi di Novi Sad gli alleati hanno colpito un ripetitore che consentiva alla televisione di Stato di essere vista nella regione della Vojvodina. Sempre secondo Studio B, missili Nato si sarebbero abbattuti ancora una volta su Kraljevo, cittadina della Serbia centrale colpita ripetutamente durante la campagna degli alleati così come Cacak e l'aeroporto di Uzice, che questa notte ha dovuto sopportare il decimo attacco. L'agenzia statale Tanjug ha scritto che "la difesa antiaerea dell'Esercito della Jugoslavia ha offerto una resistenza feroce e ha impedito agli aggressori di sganciare il loro carico mortale". Il presidente del governo della Serbia, Mirko Marjanovic, ha affermato che l'attacco Nato contro il grattacielo di Belgrado "è una ulteriore prova che anche i civili sono obiettivi della Nato". "Sono sicuro che qui c'erano persone che erano di guardia o stavano lavorando", ha aggiunto. "Tutto questo dimostra che gli attacchi criminali e filofascisti della Nato non hanno limite. In tutti i casi non ci possiamo lamentare, tutto il popolo si è messo a difendere il Paese e riusciremo a difenderlo", ha detto il capo del governo a Studio B. La segretaria generale del Sps (partito socialista serbo). Gorica Gajevic, ha definito l'attacco della Nato contro la sede del suo partito "un atto cordardo". "E' la sede dell'Sps ma anche di più di 20 aziende", ha spiegato.
Intanto nella vicina Albania gli aerei cargo americani continuano a sbarcare il personale che dovra' far funzionare i 24 elicotteri Apache che saranno utilizzati contro le truppe di terra serbe. Da Washington il segretario Usa alla Difesa, William Cohen, ha annunciato che 11 equipaggi per Apache saranno distaccati in Albania e che complessivamente la forza dedicata all'uso di questi elicotteri sarà di 3.300 uomini. "Pensiamo che sia importante eliminare tutte le fonti di rifornimento di carburante e di energia", ha aggiunto Cohen. "Come farlo e' argomento di discussione".
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