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Kosovo/ Missili e bombe su tutta la Jugoslavia

Data: 26/03/1999 - Ora: 16:06
Categoria: Politica

Imminente un nuovo attacco della Nato in Serbia. E ieri notte massicci e intensi bombardamenti Nato hanno colpito per la seconda volta consecutiva l'intero territorio della Repubblica Federale Jugoslava, concentrando gli attacchi per la prima volta sulle truppe serbe a contatto con i separatisti dell' Esercito di liberazione del Kosovo. (MN)

Come la prima notte, gli attacchi sono stati annunciati dall'urlo delle sirene a Pristina e a Belgrado. I missili di crociera e le bombe degli aerei hanno cominciato a piovere sugli obiettivi poco dopo le 19.00 di ieri e gli attacchi sono proseguiti fin verso la mezzanotte. Una pioggia di missili e bombe sono caduti su una decina di localita' della Serbia, Montenegro e della stessa provincia del Kosovo con una ''chirurgica'' attenzione su aeroporti, installazioni militari e fabbriche di armi. Pristina e' piombata subito nel buio, fortissime esplosioni sono state udite nei pressi di Belgrado. Tra gli obiettivi, una grande caserma delle truppe jugoslave a Urosevac nel Kosovo, una fabbrica militare a Trstenik, nella Serbia centrale, l'aeroporto di Nis, seconda maggiore citta' della federazione, basi militari nel Montenegro, e una caserma a Przren nel Kosovo, dove vi sarebbero state nummerose vittime. Un portavoce del Pentagono ha lasciato capire che la seconda notte di attacchi ha segnato l'inizio di una nuova fase dei raid, mirante a neutralizzare le truppe serbe a diretto contatto in Kosovo con i separatisti armati. Fonti serbe hanno annunciato l'abbattimento di tre aerei Nato, due a Novi Sad e uno in Kosovo, e di 15 missili Cruise, ma il quartier generale della Nato a Bruxelles ha immediatamente smentito la notizia e ha detto che tutti i velivoli sono rientrati nelle basi. La Nato ha detto invece di aver abbattuto tre Mig 29 e forse un Mig 21.
Ore calde ieri sera anche a Skopje in Macedonia dove alcune migliaia di serbi hanno attaccato un albergo, dove si trovano centinaiadi verificatori dell'Osce e la sede dell'ambasciata americana. Sul piano politico, dopo l'annuncio di Belgrado della rottura delle relazioni diplomatiche con Stati Uniti, Germania, Francia e Gran Bretagna, ci sono state timide aperture del vice primo ministro jugoslavo Vuk Draskovic, che ha parlato di un stop agli attacchi contro l'Uck se cesseranno i bombardamenti. Ma la reazione della Gran Bretagna e' stata immediata. L'unica cosa che Milosevic deve fare, ha detto un portavoce del ministero degli esteri, e' firmare gli accordi di pace. Da Washington poi un secco 'no' alla proposta russa di ieri della convocazione del Gruppo di contatto per riaprire il negoziato. Non se ne parla proprio finche' sono in corso gli attacchi della Nato, ha detto un alto funzionario 'gelando' anche l'Italia e la Francia che avevano detto di apprezzare la proposta russa.

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