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Data: 01/09/1998 - Ora: 16:33
Categoria:
Economia
Ultimi negli investimenti della
scuola, ma primi per spese del personale. Questa la risposta
alla ricerca della Uil ad opera della Cgia, associazione
artigiani di Mestre, che ha compiuto una
nuova analisi sul sistema istruzione questa volta,
confrontando alcuni dati dell'Ocse. La ricerca Uil ha una
visione parziale del sistema che
non tiene conto di altri indicatori come, ad esempio la
spesa per personale docente e la spesa per studente. Così
proprio dall'analisi della Cgia di Mestre emerge, per
esempio, che, se la spesa per il sistema scolastico - a
livello primario e secondario - è bassa, il 97 per cento
di questa però va in spese correnti suddivise per il 73
per cento in stipendi per i docenti e per il 91 per cento
per compensi di tutto il personale, ben al di sopra della
media dei Paesi Ocse europei che è rispettivamente del 65
per cento per i compensi ai docenti e dell'81 per cento
per i compensi a tutto il personale, partendo comunque da
un totale di spese correnti pari al 93 per cento della spesa
totale. (FM)Nella repubblica Ceca ed in Svezia, ad esempio, meno del 63 per cento dela spesa è impiegata per i compensi del personalescolastico. In Italia - continua la ricerca Cgia - c'è un professore ogni nove alunni contro la Germania che ne ha uno ogni venti alunni e malgrado queste percentuali altissime di spese per personale, gli stipendi dei nostri insegnanti sono tra i più bassi in Europa proprio per l'alto numero di dipendenti. ''Non vogliamo fare polemiche con la Uil - ha detto Giuseppe Bertolussi, segretario della Cgia di Mestre - ma vogliamo contribuire in maniera serena ad analizzare tutti gli aspetti del pianeta scuola per evitare delle letture distorte dei problemi anche in vista del rinnovo contrattuale''.
L'Italia poi sarà coinvolta dalla ricerca internazionale sull'alfabetizzazione promossa dall'Ocse (Organizzazione di cooperazione e sviluppo economico). La ricerca analizzerà contemporaneamente e con le stesse modalità dieci paesi: Cile, Repubblica Ceca, Danimarca, Finlandia, Italia, Ungheria, Malesia, Norvegia, Slovenia, Svizzera. Il campione prevede lo studio di novemilauno persone distribuita in duecento comuni, selezionata per disegnare un profilo aggiornato del livello di alfabetizzazione degli italiani dai 16 ai 65 anni. Quella attualmente in corso, ad opera dell'Ocse, è una seconda ricerca Sials (Second International Adult Literacy Survey) e, la partecipazione dell'Italia si colloca all'interno del processo di rinnovamento che, a partire dall'accordo per il lavoro del settembre 1996, è stato avviato nei settori dell'istruzione e della formazione. Lo scopo è quello di sostenere una ricognizione delle caratteristiche della cultura di base della popolazione adulta e dei livelli di competenza alfabetica.
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