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Data: 15/03/1999 - Ora: 17:05
Categoria:
Politica
La riforma messa a punto dagli esperti del ministro Vincenzo Visco è stata in questi mesi al centro di un confronto tra Finanze e sindacati; ed ha recepito le modifiche richieste dalle organizzazioni. Un'intesa è stata raggiunta nei giorni scorsi con Cgil, Cisl, Uil e Salfi mentre oggi e' atteso il via libera da parte del ''secondo tavolo'' negoziale al quale partecipa anche la Dirstat (che mantiene alcuni distinguo).
La novità più importante rispetto alla stesura originaria riguarda la struttura di vertice delle Agenzie. A guidarle non sara' piu' un direttore generale, un assetto considerato dai sindacati troppo monocratico. Ci sarà invece un presidente, che verrà nominato dal consiglio dei ministri, al quale sarà affiancato un consiglio di amministrazione, anch'esso di nomina governativa, nel quale sara' assicurata la presenza di esperti esterni. Il Cda mettera' a punto gli statuti e avrà voce in capitolo anche nelle scelte strategiche e nella predisposizione dei piani aziendali. Il ministero centrale, al quale rimarranno compiti di coordinamento, sarà ''alleggerito'': potrà contare su qualche migliaio di dipendenti, rispetto ai sessantamila attuali che saranno invece inquadrati nelle nuove agenzie che manterranno un carattere pubblico (anche se il contratto del personale sarà differenziato da quello previsto attualmente per i ministeriali). Faranno parte del ''ministero'' anche le commissioni tributarie e la scuola tributaria Ezio Vanoni che, pero', dovra' mettersi al servizio dell' attivita' di formazione a aggiornamento del personale delle agenzie.
Quest' ultime avranno piena autonomia (fermo restando il coordinamento del ministero) per regolare l' attivita' di interesse comune tra le agenzie e per stringere rapporti - in un' ottica di fisco decentrato - con gli altri enti e amministrazioni pubbliche (Regioni, comuni, ecc.). La Riforma, inoltre, non cancellerà gli attuali organi consultivi (consulta nazionale e comitati tributari regionali) che però saranno adeguati al nuovo assetto del ministero e delle agenzie, con l' obiettivo di potenziarne il funzionamento.
Il varo delle agenzie comporterà la necessità di un nuovo contratto di lavoro mentre per i dipendenti che resteranno al Ministero è stata fornita garanzia ''di sviluppo della professionalità e di riconoscimenti economici connessi alle particolari funzioni espletate al fine di assicurare la presenza delle professionalità necessarie allo svolgimento di funzioni particolarmente qualificate''. Nessun dipendente sarà comunque spostato in altri ministeri.
L' accordo, inoltre, prevede due capitoli dedicati all'informatica e della formazione che sarà garantita dalla Scuola Tributaria. Il dialogo con i sindacati - portato avanti dal sottosegretario Fausto Vigevani - proseguirà anche sullo schema di decreto legislativo e sembra aver centrato l'obiettivo di coinvolgere il personale, considerato 'elemento cardine', nel processo di riforma. Anche la Dirstat, che ha espresso rilievi sui percorsi di carriera del personale e sulle funzioni pubbliche delle agenzie, si è infatti detta disposta a proseguire il confronto ''nelle ulteriori fasi che seguiranno''.
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