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Istat: "Italia in Europa ma più povera"

Data: 26/06/1998 - Ora: 10:27
Categoria: Economia

Ad aprile, il tasso di disoccupazione rilevato dall'Istat è salito al 12,5% rispetto al 12,3% del mese di gennaio. La percentuale dei senza lavoro è invece invariata rispetto all'aprile del '97. La flessione dell'occupazione - rileva l'Istat - ha interessato solamente il centro-nord (-0,4%), mentre nel Mezzogiorno si registra un recupero (+0,3%) che riporta i valori occupazionali sui valori dell'inizio del 1997. ''Nonostante tali andamenti dell'occupazione non si verifica una riduzione dei divari territoriali nel tasso di disoccupazione a causa della forte crescita di lavoro nel Sud (+0,6%)''. (MN)

Il numero degli occupati era 20.112.000 unità con un aumento di 25 mila addetti rispetto allo stesso mese dello scorso anno mentre nella precedente rilevazione di gennaio l'aumento era stato di 117 mila unità sul gennaio '97. In termini destagionalizzati invece c'è stata una variazione negativa dello 0,2% che ha interessato in misura maggiore la componente maschile che è anche scesa in termini tendenziali (-0,5%). Si è lievemente ridotto il tasso di crescita dell'occupazione femminile (+1,2% rispetto all'1,6% di gennaio). Guardando alla composizione del tasso di disoccupazione, quella maschile è al 9,8% come un anno fa mentre quella femminile è lievemente aumentato dal 16,9% al 17%. ''Segnali positivi - rileva l'Istat - si sono registrati riguardo alla disoccupazione giovanile (dal 33,9% al 33,3%) che continua a diminuire in tutte le aree del paese e soprattutto al centro (dal 34,7% al 28,7%)''. Continua invece ad aumentare l'incidenza dei disoccupati di lunga durata dal 67,6% al 68,6%. Per settori economici riprende il calo nell'agricoltura (-0,7%) e nelle costruzioni (-3,3%), mentre l'industria in senso stretto dopo 4 trimestri di forte espansione mostra un rallentamento (-0,9%). Nuovo progresso invece per i servizi (+0,3%). Intanto, umenta il numero delle famiglie povere in Italia, specie al sud. Sono 2 milioni 245 mila su un totale di 20 milioni 120 mila, circa 200 mila in piu' rispetto al '96. Sono i dati del rapporto annuale della Commissione Povertà dela Presidenza del Consiglio (presentazione il prossimo 14 luglio) anticipati dal GR1. La soglia di povertà è calcolata sul consumo di circa 1.200.000 lire per due componenti, ossia 600 mila lire a testa, meno della metà del consumo pro capite nazionale. Gli individui poveri in tutto sono circa 7 milioni (per l'esattezza 6 milioni e 908 mila) su 56.568.000 di abitanti. 5 milioni 320 mila sono al sud un milione al nord. Nel meridione troviamo il 71% delle famiglie povere, circa 120 mila in piu' del '96.

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