Questa volta è stata la bacchetta magica di Internet a fare di quattro studenti di 22 anni, quattro miliardari. Cinque mesi fa non avevano un penny, l'altro ieri sera hanno venduto la loro idea per trenta miliardi di lire a un gigante americano, e si sono seduti sulle poltrone di manager dell'ultima grande avventura dell'Eldorado telematico.
Ancora a settembre, Peter, John, Mik e Alan erano quattro squattrinati studenti di fisica e computer dell'università di Nottingham, finchè Peter, prima di un esame, decise che ne aveva abbastanza del compagno di stanza e voleva cercarsi una nuova casa. Ma come? "Ah, se ci fosse Internet ad aiutarmi!". Davanti allo specchio gli venne il "brainwawe", il lampo di genio. Passò l'esame, e convocò gli amici al pub. L'idea era semplice, semplicissima, quasi banale: mettere su un sito Web per aiutare gli studenti a districarsi tra le fatiche e le delizie della vita universitaria. Dove trovare alloggio, come mangiare a basso costo, dove andare a bere la sera, arrangiarsi per chiedere un prestito in banca, trovare il corso giusto con gli orari giusti, a chi rivolgersi per curare un mal di denti, dove tagliarsi i capelli all'ultima moda. Il vademecum del fuori sede. Un tempo erano i giornalini scolastici, o i circoli culturali della Fgci e del Fronte della Gioventù, o i bigliettini lasciati sulla lavagna in facoltà. Oggi è la Rete.
Detto fatto: i quattro, abbastanza giovani e incoscienti da rischiare tutto per un'idea neanche originalissima, danno fondo ai resti dei prestiti studenteschi concessi dalle banche, attingono ai piccoli crediti garantiti in Gran Bretagna a chi vuol mettere su un piccolo business, lanciano una campagna pubblicitaria a base di volantini distribuiti a mano, e mettono su il sito grazie alle loro conoscenze informatiche: lo chiamano "student-net.co.uk". E' un successo immediato. Ventimila contatti alla settimana, e solo a Nottingham. Visto che la cosa funziona, i quattro si allargano ad altre città. Funziona anche meglio. Ma, come sempre in Internet, non fa una lira.
Quando appunto arriva la fatina, sotto le spoglie di una grande società del Nevada, l' "International Media Products Group", disperatamente a caccia di una buona idea per entrare in Internet, condizione di vita o di morte. Una settimana di contrattazioni a Londra si concludono con l'acquisto del pacchetto di maggioranza del sito per la cifra di trenta miliardi di lire. I quattro restano a dirigere l'attività, con stipendi da tre miliardi all'anno ciascuno, per allargarsi a tutto il globo, e diventare il compagno fedele di ogni fuorisede in ogni angolo dell'universo. Il sito verrà costituito in società e quotato in Borsa. Altri soldi pioveranno. Il gioco è fatto. ( fonte Repubblica/AC )