La strada che porta all'Internet di massa passa per la porta stretta di quanto caro, ancora, costa connettersi. Nella prima sessione di lavori del Consiglio europeo su occupazione e innovazione Romano Prodi l'ha ripetuto in un intervento che recepisce le osservazioni italiane al documento collettivo intitolato "eEurope". Al primo posto c'è la necessità di aumentare la diffusione dell'accesso alla Rete nelle famiglie: adesso solo il 20 per cento si collega e per far crescere questa percentuale una via sicura è quella di ridurre i costi delle bollette telefoniche.
Il secondo punto riguarda invece l'impegno della Commissione a non abbandonare al proprio destino, nel recupero dello svantaggio digitale, le regioni periferiche dell'Unione. Se a cablare le metropoli e le aree ricche ci penseranno sicuramente gli operatori privati, a dotare della stessa infrastruttura le zone svantaggiate dovrà pensarci la mano pubblica, dedicando a quest'attività dei capitoli di spesa dei fondi strutturali europei. Detto altrimenti l'Europa si impegnerà a destinare dei soldi originariamente finalizzati ad altri impieghi per costruire reti più veloci e capillari sul territorio.
Ma è dalla riduzione delle costi di connessione che emergono le prospettive più vicine e concretamente percepibili dal cittadino. L'obiettivo è quello di arrivare - o avvicinarsi il più possibile - alla cosidetta flat-rate, quella formula di tariffazione forfettaria grazie alla quale si paga il primo scatto e poi si può stare collegati quanto si vuole. "Non abbiamo il potere di imporrre agli operatori telefonici quali tariffe devono praticare - ha detto il sottosegretario Stefano Passigli - ma stiamo dicendo loro che i concorrenti europei hanno già intrapreso questa strada e che dovrebbero adeguarsi al più presto".
Il senatore cita il caso recente dell'Inghilterra in cui sono stati introdotti i primi esperimenti di "tariffa fissa" ma soprattutto della Germania in cui il gverno è riuscito ad ottenere da Deutsche Telekom una tariffa bassissima per gli studenti. "Da noi Infostrada potrebbe presto assumere iniziative analoghe - prosegue Passigli - e anche Telecom ha dimostrato disponibilità".