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Data: 27/10/1998 - Ora: 13:03
Categoria:
Politica
Fra il 1991 e il 1996 il Ministero dell'ambiente ha finanziato
progetti di monitoraggio e di disinquinamento acustico nelle
città per oltre centottantaquattro miliardi. Secondo una stima
FS-Ministero Ambiente, per contrastare efficacemente il solo
rumore causato dai treni, servirebbero oltre diecimila
miliardi. Se ne discute a Roma, presso il
Complesso Monumentale del San Michele a Ripa, nel corso di
un convegno sul tema ''Rumore? Ci stiamo muovendo'',
organizzato dal Ministero a tre anni dal varo della legge
quadro 447/95 che mette ordine nel settore. ''Non si può
dire che siamo indietro - ha spiegato Vanni Bulgarelli
dell'Agenzia Nazionale per la Protezione dell'Ambiente -
al momento i decreti attuativi della legge sono stati emanati
al 70 per cento. E dalla fase di monitoraggio si è passati agli
interventi di risanamento''. (FM)Una piccola nota polemica da parte di Cinzia Piendibene del Ministero dell'Ambiente è nei confronti del Ministero dei Lavori Pubblici ''che non ha ancora emanato i decreti attuativi della legge per quanto riguarda le strade e sembra ben lontano dal volerli emanare''. ''Risultati significativi - ha detto ancora Bulgarelli- si registrano soprattutto nella zonizzazione (cioé la definizione per aree del rumore gia' esistente) e negli aeroporti dove sono state adeguate le modalità di atterraggio e decollo nel massimo rispetto dell'impatto acustico. Inoltre si cominciano a realizzare barriere antirumore sulle autostrade o lungo le ferrovie. Alcuni comuni hanno presentato richiesta di finanziamento per l'avvio di piani organici di bonifica''. L'attività del Ministero si è concentrata soprattutto per dare soluzione ai problemi delle infrastrutture dei trasporti: una vera e propria emergenza testimoniata dalla nascita di comitati cittadini allarmati per lo sviluppo, spesso incontrollato, di tali infrastrutture.
Quello del rumore, insomma, è un problema sempre più sentito dai cittadini e sempre più intricato, visto che ben l'80 per cento dell'inquinamento acustico nelle nostre città viene dal traffico. Secondo la legge quadro a occuparsi dei rimedi dovrebbero essere in prima persona gli enti responsabili del rumore generato, le FS ad esempio o gli enti aeroportuali o l'Anas stanziando il 5 per cento annuo del bilancio per il risanamento acustico, l'1,5 per cento nel caso dell'Anas a causa della rete enormemente vasta da coprire. Facile a dirsi più che a farsi, come ha sottolineato Domenico Astarita, responsabile della Funzione sicurezza delle FS che ha spiegato: ''Su sedicimila chilometri di rete, diecimila superano i livelli di rumore stabiliti dalla legge. Di questi, cinquemila chilometri sono fortemente rumorosi e creano seri problemi alla popolazione. Per risolvere il problema servirebbero almeno diecimila miliardi. Visto che il flusso finanziario annuale si aggira sui settemila-ottomila miliardi, ci vorrebbero circa vent'anni''.
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