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Informatica/ Virus, Cernobyl 'inquina' i computer

Data: 28/04/1999 - Ora: 12:07
Categoria: Internet

Cernobyl ha colpito, e con l'avanzare delle ore, la sua furia sembra aumentare: dalla Corea alla Turchia, dall'India agli Usa all'Egitto, il virus capace di cancellare tutta la memoria di un personal computer e bloccarne i sistemi di avviamento ha infettato centinaia di migliaia di computer. Negli Usa, dove molti computer casalinghi sono stati infettati, Cernobyl (o 'Cih') si è infilato nella memoria di 100 computer della prestigiosa università di Princeton, disintegrandola: molti studenti hanno visto svanire nel nulla il lavoro di settimane, condensato nelle tesine di fine corso. Gli esperti dell'università ritengono che Cernobyl sia giunto a Princeton attraverso un messaggio di posta elettronica. (FM)

Il virus 'riempi-spazio' è un frammento di codice software 'malizioso' che è comparso nei Pc per mesi, ma mai con la potenza sviluppata nell''attacco' di ieri. 'Cih' ha avuto origine in Asia la scorsa estate ed ha colpito puntualmente il 26 di ogni mese. Il 26 aprile 1986 ci fu l'incidente della centrale sovietica di Cernobyl, il peggiore della storia. Il virus e' diabolico: si inserisce invisibile nei 'file' e annulla i sistemi antivirus dei computer. A differenza di altri virus, individuati grazie allo spazio che riempiono, Cih non viene registrato dai sistemi di protezione, e può restare 'dormiente' per mesi prima di attivarsi. Può colpire anche il programma Bios, che permette ai computer di partire.

India, Bangladesh, Cina e Corea del sud sono tra i paesi più colpiti, con centiniaia di migliaia di Pc infettati. In Turchia i sistemi della tv di stato, di molte stazioni di polizia e di un'accademia militare di Ankara sono andati in tilt. Complessivamente, Cernobyl ha messo fuori combattimento 300.000 personal computer in tutto il paese: ''la Turchia era totalmente impreparata - ha detto l'ingegnere elettronico Mustafa Ucoklar - l'allarme è stato dato, ma nessuno è stato ad ascoltare''. Da ieri, 240.000 computer sono stati azzerati in Corea del sud, dove gli esperti temevano un'apocalisse che colpisse 600.000 Pc. Anche in questo paese, i ministeri hanno recitato il 'mea culpa' per la leggerezza con cui hanno considerato il problema. La Cina denuncia centomila terminali colpiti. In India, banche e società editrici hanno dovuto chiudere per tutta la giornata di ieri, ed informazioni per il valore di milioni di dollari sono andate perdute. Circa diecimila terminali sono stati contaminati.

Secondo Bill Pollak, responsabile delle emergenze informatiche alla Carnegie Mellon University di Pittsburgh (Pennsylvania), negli Stati Uniti ''un gran numero'' di computer casalinghi sono stati colpiti. Il suo centro ha ricevuto decine di e-mail che segnalavano Pc colpiti dal virus, ''ma sara' impossibile stabilire il numero dei computer contagiati'', ha affermato.

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