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Infanzia/ Istat, le mamme del sud raccontano poche fiabe

Data: 21/12/1999 - Ora: 10:15
Categoria: Cronaca

Sono soprattutto le mamme del centro e del nord Italia a raccontare fiabe ai propri bambini. Lo rileva un'indagine condotta dall'Istat sul tema ''Famiglia, soggetti sociali e condizione dell'infanzia'' su un campione di 24mila famiglie. Secondo i dati, l'80,5% di tutti i bambini intervistati dai 3 ai 5 anni sente leggere dalle mamme fiabe e storie; tra i 6 e i 10 anni la percentuale supera ancota il 50%. La quota di bambini cui sono i padri a leggere favole e racconti e' inferiore di circa 30 punti percentuali in entrambe le classi d'eta'. Anche per quanto riguarda le storie inventate o raccontate, piuttosto che lette, le differenze permangono: i bambini le ascoltano nel 55,5% dei casi dalla mamma e nel 34,7% dal papa'. Sono i giorni festivi a consentire ai genitori, in particolare ai padri, di intrattenersi di piu' con i figli. Nei giorni feriali i bambini giocano di solito con la madre nel 30,4% dei casi e con il padre nel 22% dei casi; nei giorni festivi queste quote salgono, rispettivamente, al 38,7% e al 39,9%. Al crescere dell'eta' il processo di socializzazione tende a svincolarsi dall'ambito strettamente familiare per proiettarsi verso l'esterno. Il gioco con altri bambini assume sempre maggiore rilevanza a partire dai 6 anni e nei giorni feriali piu' del 57% dei bambini gioca conamici o compagni di scuola. Ma come giocano i piccoli italiani? (MN)

Per i bambini da 3 a 5 anni in testa alla graduatoria dei giochi preferiti troviamo i giocattoli piu' tradizionali, quelli che cominciano a far sperimentare loro, con l'immaginazione, il ruolo degli adulti: le bambole per le bambine (78,2%) e automobiline, trenini e simili per i bambini (68%). In questa fascia d'eta' sia le femmine che i maschi amano costruzioni e puzzles, il disegno e i giochi di movimento in genere, la manipolazione di materiali come la plastilina, anche se emerge qualche lieve differenza nei gusti: le bambine sembrano preferire le matite e i colori in maniera superiore ai coetanei maschi (62,5% contro 56%), mentre si dimostrano meno interessate a costruzioni e puzzles come ai giochi di movimento. I maschi fanno giochi di movimento soprattutto con i padri (60,7% contro il 34,8% che li fa anche e solo con la madre), mentre disegnano e colorano soprattutto con la madre (55,2% contro il 20,2% che disegna con il padre). Fra i 3 e i 5 anni il 74,6% dei bambini e delle bambine gioca con la mamma tutti i giorni. Il padre, invece, e' presente nei giochi con questa stessa frequenza in misura nettamente inferiore: 41,7%. I piu' piccoli, comunque, giocano con la mamma e il papa' piu' di una volta alla settimana , rispettivamente nel 95,4% e nell'85,9 dei casi. Fra i 6 e i 10 anni i bambini giocano con la madre tutti i giorni nel 44,6% dei casi: soltanto il 24,7% puo' giocare con il padre con la stessa frequenza. La figura paterna entra prepotentemente in scena quando si tratta di giochi elettronici. Tecnologia e informatica, infatti, sono per tradizione culturale, territorio piu' maschile che femminile. Gia' nella fascia d'eta' fra i 3 e i 5 anni i bambini che amano giocare con videogiochi e computer sono il triplo delle bambine (19,6% contro 6,7%). Tra i 6 e i 10 anni questa tipologia di gioco sale decisamente alla ribalta, ma solo per i maschi: viene segnalata tra i giochi preferiti per il 60,4% dei bambini, ma soltanto per il 28,8% delle bambine. Fra i 3 e i 5 anni i figli maschi che giocano piu' spesso insieme ai padri con strumentazioni informatiche risultano pari al 16% e si raggiunge il 40,3% fra i 6 e i 10 anni. Le mamme risultano coinvolte negli stessi giochi dai figli maschi soltanto nell'8,3% e nel 19,6% dei casi per le due classi d'eta'. Anche le bambine si trovano a giocare piu' spesso con i padri con videogiochi e computer, ma in percentuali nettamente inferiori a quelle dei loro coetanei (7,4% tra i 3 e i 5 anni e 22,2% tra i 6 e i 10 anni). Quando la mamma o il papa' sono laureati o diplomati la frequenza con cui bambini e bambini giocano con loro ai videogiochi e' piu' elevata. Quando il padre e' laureato o diplomato i figli, maschi e femmine, fra i 3 e i 10 anni, si dedicano a giochi informatici nel 28,1% dei casi. La quota scende al 14,5% se il titolo di studio del genitore non supera la licenza elementare . E' interessante notare, spiega l'Istat, che i figli maschi di padri con titolo di studio elevato giocano con videogiochi e computer insieme a loro in misura quasi doppia rispetto alle figlie della stessa eta' (36,3% contro 19,5%). La differenza permane anche quando si considerano le madri con lo stesso titolo di studio: queste svolgono tali attivita' con i figli maschi nel 17,5% dei casi e con le figlie femmine solo nell'8,3% dei casi.

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