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Data: 25/08/2000 - Ora: 10:42
Categoria:
Cultura
Con la multimedialità che vede immagini, suoni e testi
integrarsi in un unico strumento qual è il computer, è
possibile sviluppare temi culturali e multidisciplinari che
riescono a coinvolgere più sensi ed a convogliare emozioni.
Con questo spettacolo, composto da poesie, da musica dal vivo,
da immagini di un ipertesto multimediale dal quale emergono i
testi delle poesie dei poeti afro-americani, le loro foto, i
luoghi, i colori, le foto dei musicisti che ne sono stati gli
interpreti principali, si vuole raccontare la storia e la
cultura di un popolo che ha generato una musica che parte dai
ritmi africani ed ispira ancora tutta la musica del mondo.
Così, in una ricerca d'incontro fra due culture diverse, quella
corale e musicale del popolo nero díAmerica e quella informatica
multimediale, nasce questo progetto. La forma s'ispira alla
modalità della narrazione favolistica africana, quella di una
cultura orale, tribale, nel tentativo di raccontare poesia,
favole e musica recuperando un'africanità diffusa dai griot
(cantori della tradizione orale) ed i talking drums
(tamburi parlanti).
Le poesie scelte sono state tradotte cercando di mantenere il
suono onomatopeico del blues e del jazz nello spirito
con cui sono state scritte, così che, l'attore ed il musicista
solista, agendo in simbiosi dialettica, cercano insieme di
sviluppare, con la voce recitante uno ed il suono dello
strumento l'altro, una logica narrativa sui temi lirici creati
dai poeti in un duetto dove parole e ritmi rimbalzano
esaltandosi l'un l'altro.
Catapultati dall'Africa nera oltre-Atlantico, i neri d'America
hanno conservato per secoli, in un ambiente ostile, uno slancio
operativo ed un temperamento nero che ancora oggi si manifesta
sorprendente negli spirituals, nei blues, nella tromba
scintillante di Louis Armstrong, nel sassofono di Charlie
Parker e nelle poesie di Langston Hughes. Da un'identità
ferita e smarrita da una parte e da una ricerca d'affermazione
dall'altra ha preso gradualmente e faticosamente forma una
letteratura che, sebbene con le sue inquietudini, ha saputo
trovare un'affascinante e palpitante dimensione polifonica.
Così, fra le note malinconiche del blues che raccontano della
dura vita nelle piantagioni di cotone e della schiavitù
si arriva al be bop, la musica nera degli anni '40,
dove giovani musicisti (Parker, Gillespie, Monk, Roach ed altri)
incominciarono a sentirsi artisti e non più
semplici esecutori e, passando dal cool jazz che segna
l'ingresso dei jazzisti della California e quel movimento della
beat generation con Ferlinghetti, Ginsberg, Kerouac
, si arriva al free jazz degli anni '60 che vede grandi
interpreti in Coleman, Rollins ed altri
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