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Data: 16/12/1998 - Ora: 10:37
Categoria:
Cronaca
Un palazzo di cinque piani va in frantumi nel cuore della notte e per le 16 famiglie che vi ci abitano
non c'è nulla da fare. Un boato e una nuvola di polvere. Nel quartiere Portuense, al numero 67 di via Iacobini,
erano da poco passate
le 3 quando in pochi istanti tutto crolla e si frantuma. Non è ancora possibile fare un bilancio esatto delle vittime: fino a questo
momento sette cadaveri sono stati estratti e altri tre, tra i quali quelli di un bambino,
sembra siano stati individuati vicino a un garage. I vigili del fuoco, che sono intervenuti poco dopo il disastro, sono in grado per il
momento solo di indicare il numero delle famiglie che risultano residenti nella palazzina
e i relativi componenti: trentotto. Non è sicuro però che tutti si trovassero nell'edificio al
momento del crollo, né è possibile escludere che vi fossero altre persone ospiti. (MN)
Appena è spuntato il solo la zona, che appare coperta da una coltre di polvere, si è
affollata di gente che aveva udito del disastro alla radio o alla televisione e cercava
informazioni su parenti e amici. Il bilancio delle vittime potrebbe comunque essere alla
fine meno catastrofico del previsto, si è infatti saputo che i primi due piani della
palazzina erano affittati a una tipografia che a quell'ora era presumibilmente vuota.
Quanto alle cause del crollo, le prime ipotesi dei tecnici è che si sia tratto di un
"cedimento strutturale". La palazzina, a detta degli abitanti del quartiere che sono stati
svegliati dal boato, era stata costruita negli anni Cinquanta. In questo momento si scava
essenzialmente con le mani - sia pur con l'aiuto di un braccio meccanico - su quello che
doveva essere l'ultimo piano dell'edificio. Si teme però che non ci siano superstiti.
Dai detriti i Vigili del fuoco hanno estratto le travi del solaio del quinto piano fatto in
cemento armato e che si sono spezzate nel crollo in più punti e sono ridotte a
frammenti di non più di un metro. C'è anche quello che rimane di un gazebo. "Povera
gente, li conoscevo tutti - dice il titolare di una officina per auto che è situata a pochi
metri dal crollo - era uno dei palazzi più vecchi del quartiere". L'uomo racconta che,
quando la zona ancora non era stata edificata, c'erano vecchie cave di pozzolana e che
nel sottosuolo ci sarebbero ancora delle gallerie usate per gli scavi.
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