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Impianti di depurazione in Puglia: precisazione del presidente Fitto,

Data: 12/03/2001 - Ora: 10:15
Categoria: Politica

Il commissario delegato all'emergenza rifiuti in Puglia - presidente della Regione - Raffaele Fitto, in merito alla mancata attivazione degli impianti di depurazione, già realizzati a cura del Prefetto di Bari – commissario delegato all'emergenza per le acque reflue – ma non entrati in esercizio a causa della mancata individuazione di un recapito finale alternativo a quello progettato nel sottosuolo e non conforme alle norme in vigore, ha diramato il seguente comunicato: "L’Ordinanza del 31.3.98 ha fatto divieto di scarico dei reflui depurati in falda, modificando, in tal modo, le leggi previgenti che consentivano tale modalità e che avevano permesso di realizzare opere progettate con lo scarico nel sottosuolo. Ora, quindi, è necessario individuare recapiti alternativi al sottosuolo che le stesse norme prevedono, con carattere di priorità ed indicandone i limiti, in: - riutilizzo irriguo (limiti indicati per la Puglia dal Ministero dell’Ambiente); - corpi idrici superficiali - mare, fiumi, canali, torrenti, ecc.- (Tabella 1 all.5 D.Lgt. n.152/99 e se in area sensibile anche Tabella 2 all.5) - suolo (Tabella 4 all.5 D. Legt. N.152/99). E’ consentito derogare a tali disposizioni, sino al giugno 2002, esclusivamente per gli scarichi esistenti alla data del 13 giugno 1999 degli impianti di depurazione già in esercizio, nonché di quelli realizzati in sostituzione, in contiguità o in ampliamento, a determinate condizioni. "Per i nuovi scarichi – continua la nota del Commissario Presidente-non è prevista alcuna deroga che consenta lo scarico nel sottosuolo. Infatti il Ministero dell’Ambiente ha precisato, con nota prot. n.1892 del 22.11.2000, che quanto previsto dal comma 1 ter dell’art.6 dell’ordinanza 3045 del 3.3.2000 è riferibile solo agli scarichi sul suolo e che la dicitura "e nel sottosuolo"è da intendersi mero errore materiale. "Il completamento delle opere di cui si chiede l’immediata attivazione, con la individuazione del recapito finale, senza del quale verrebbe meno la funzionalità degli impianti, resta a carico dello stesso Prefetto di Bari, ai sensi delle vigenti norme sull’emergenza in atto, che è l’unico ad essere in possesso dei progetti dallo stesso approvati e quindi dei dati aggiornati in ordine alle diverse problematiche. Pertanto allo stesso Prefetto di Bari compete adottare tutti gli atti di adeguamento degli impianti necessari per la messa in esercizio." Il Presidente della Regione, dal canto suo, non appena informato dalle Amministrazioni comunali sulla mancata entrata in funzione di alcuni impianti di depurazione ancorché completati, ha tempestivamente disposto incontri e sopraluoghi con le stesse Amministrazioni, al fine di ricercare le possibili soluzioni a breve termine e a regime, in linea con le norme vigenti. "Le soluzioni individuate per l’immediata attivazione degli impianti,- ha scritto ancora Fitto- sono di volta in volta comunicate al Prefetto ai fini della concreta attuazione sulla base dei riscontri tecnici necessari, tenuto conto che per la loro realizzazione, con particolare riferimento all’immediato, le risorse occorrenti sono sostenibili e già disponibili." Il Presidente- Commissario inoltre, ha raggiunto una intesa con il Prefetto di Bari acchè, tra le due strutture commissariali vi sia un continuo e tempestivo raccordo proprio per accelerare i tempi della soluzione dei diversi problemi. "L’allarme di questi giorni- continua il Commissario/Presidente- non è legato a fatti nuovi perché risalgono nel tempo – si pensi all’emergenza conclamata sin dal 1994 e gestita da strutture governative periferiche – e risulta intempestivo proprio perché si verifica a seguito del coinvolgimento delle stesse Amministrazioni e addirittura nel momento in cui sono individuate le concrete soluzioni. " Appare inoltre strano, se non ridicolo, quanto affermato strumentalmente quest’oggi, visto che il passaggio di consegne e quanto riguarda l’emergenza acqua e rifiuti, è avvenuto nel mese di dicembre. Imputare responsabilità decennali sui due fronti a chi in meno di due mesi ha predisposto provvedimenti organici ed interventi operativi- ha concluso Fitto- sa molto di speculazione elettorale e vista la gravità delle problematiche, si farebbe in casi come questo, molto meglio a tacere".

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