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Data: 28/10/1998 - Ora: 12:35
Categoria:
Cultura
In un'Italia che tende sempre più alla multietnicità, é
necessaria non solo la tolleranza ma anche e soprattutto
il rispetto reciproco per attuare una "convivenza solidale"
tra etnie, culture, religioni e lingue diverse. Lo ha
auspicato il presidente della Camera dei Deputati Luciano
Violante, aprendo a Crotone i lavori del convegno "Vita e
destino di Giuseppe Gangale. Un italiano nel 900 europeo",
organizzato dalla Provincia di Crotone per celebrare i cento
anni della nascita e i venti della morte di questo studioso
calabrese. Esempio di questa convivenza multietnica per Violante
é proprio la figura e l'opera di Giuseppe Gangale, un filologo
attento e sensibile alla cultura delle minoranze linguistiche
europee. (FM)"Alla base degli studi di Gangale - ha specificato il presidente della Camera - c'é sempre un'attenzione particolare al significato profondo e al valore irrinunciabile per ogni democrazia del pluralismo religioso, linguistico, culturale. Pluralismo basato - ha aggiunto - non sul concetto ambiguo di tolleranza, bensì su quello di convivenza". E, infatti, ha proseguito Violante, "la passione di Gangale per le lingue minori é passione per la straordinaria pluralità e diversità di popoli, di tradizioni, di culture d'Europa, che Gangale vide non come riserve da isolare e proteggere, ma come realtà vive da conoscere e rispettare e da mettere in comunicazione".
La rivisitazione della figura di Giuseppe
Gangale (1898-1978) scaturisce dal rinnovato interesse verso
l'opera di studio e ricerca che questo illustre glottologo
calabrese, originario di Cirò Marina, in provincia di Crotone,
ha condotto per quasi mezzo secolo sulle minoranze etniche e
linguistiche sparse per l'Europa. Una ricerca "sul campo" quella
di Gangale, come testimonia una mostra biografica organizzata
in contemporanea al congresso, su progetto di Res Series, che
si avvalse della esperienza estera del glottologo calabrese. A
partire dagli anni Trenta infatti Gangale fu prima in Svizzera,
poi in Germania, infine in Danimarca, dove ottenne la cattedra
di albanese nell'università di Copenaghen, un lungo periplo che
segnerà il destino intellettuale di Giuseppe Gangale, vale a
dire la sua parabola di finissimo glottologo e
ricercatore-viaggiatore infaticabile.
La straordinaria attualità del personaggio, come é stato evidenziato al convegno da Carmine Talarico, presidente della Provincia di Crotone, e da Giuseppe Vrenna, assessore provinciale alla cultura, risiede nello studio delle lingue minoritarie, l'italo-albanese o arberesh in primo luogo, ma anche il ladino e il romancio, così come i dialetti estoni, retici, finnici, faraoesi. E' questa la caratteristica che fa di Gangale il precursore e l'interprete 'ante litteram' di quelle minoranze etniche tanto attuali oggi, in un'Europa dei popoli che si apre all'analisi delle differenze linguistiche come approccio privilegiato alla valorizzazione delle identità multietniche. A questo proposito anzi, come ha sottolineato il sociologo Vito Barresi, Gangale può essere considerato l'anticipatore, quasi il "profeta" della crisi dei Balcani, allorquando prefigura una grande rinascita dell'orgoglio locale in ogni regione e nazione d'Europa.
La figura di Gangale, però, non si esaurisce solamente nella prospettiva glottologica. Prima che glottologo, Gangale fu, infatti, filosofo e moralista, seguace di un protestantesimo liberale che, sulla linea polemica di Piero Gobetti, di cui fu caro amico oltre che interlocutore, intendeva rimettere in discussione le basi stesse, storiche e politiche, su cui si era andata formando l'Italia liberale, un aspetto questo non secondario, che al convegno é stato affrontato dal pastore valdese Giorgio Bouchard, che ha trattato proprio del rapporto di Gangale con la filosofia del tempo e dell'influenza che le letture di Hegel e di Martin Lutero esercitarono sulla sua formazione umana e religiosa. Proprio per rendere omaggio a questo intellettuale calabrese la Provincia di Crotone intende portare in tutta Europa la mostra biografica dedicata allo studioso.
Prima tappa, dopo Crotone, sarà Locarno, in Svizzera, nazione in cui Gangale soggiornò per ben sette anni, un intendimento, quello della Provincia, teso a ripercorrere le tappe di un percorso cosmopolita in qualche modo esemplare. Dalla mediterranea Crotone alla nordica, gelida Copenaghen, Gangale addìta infatti a noi cittadini del Duemila un itinerario di civiltà e di cultura, un modello di convivenza sociale basato sulla conoscenza e il rispetto reciproco.
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