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Data: 30/11/1998 - Ora: 13:14
Categoria:
Politica
«Occorre bloccare quei traffici disonesti. Le tragedie di questi ultimi giorni - ha detto Giovanni Paolo II all’Angelus - ripresentano in maniera drammatica il problema del trasferimento clandestino di persone, che si affidano a creudeli trafficanti, con la speranza di raggiungere una vita migliore. Al tempo stesso sento il dovere di richiamare alle loro responsabilità i governi dei paesi interessati: occorre adottare con urgenza misure efficaci» per impedire questo massacro. Bisogna anche favorire le «condizioni di vita degne per le persone, che altrimenti sono costrette a cercare fortuna altrove».
Il Papa ha anche scritto a monsignor Francesco Ruppi, arcivescovo di Lecce, perchè sia «interprete presso i familiari delle vittime del suo cordoglio». Dopo gli sbarchi massicci della settimana scorsa, oltre mille i clandestini sbarcati in Puglia, la notte tra sabato e domenica è trascorsa tranquilla. Anche nelle ultime ore non ci sono stati avvistamenti, ma al Sud resta una ferita aperta. I centri di permanenza scoppiano e l’ondata degli arrivi è al di sopra di ogni possibilità di accoglienza.
Albanesi, kosovari, curdi, pakistani continuano però ad arrivare. Valona è ancora un crocevìa del traffico di clandestini, nonostante siano stati firmati degli accordi tra lo Stato italiano e quello albanese per fermare l’esodo.
Stando ad un funzionario del governo di Tirana, che ha parlato con un giornalista dell’Ansa, chiedendo l’anonimato, l’Italia starebbe ritardando l’attuazione del programma anti-immigrazione: «Quell’accordo per ora è sulla carta e perciò non bisogna stupirsi che nulla sia cambiato». Il funzionario ha anche detto: «Il ritardo è legato al referendum costituzionale» svolto in Albania il 22 novembre. Fonti della missione italiana interforze nel mare di Valona precisano: «Ora che il referendum è concluso faremo sopralluoghi in mare con le autorità albanesi».
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