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Immigrati, centottantaquattro clandestini approdano nel Sud

Data: 01/07/1998 - Ora: 12:27
Categoria: Politica

"Sono sbarcati nella notte centottantaquattro persone, in prevalenza donne e bambini di etnia curda, immigrati da una nave sulla costa di Riace in provincia di Reggio Calabria. L'imbarcazione non è stata finora rintracciata. La polizia ha radunato i clandestini, di nazionalità turca e irachena, in un piazzale di sosta per il rifornimento di carburante. Sono in corso i controlli di rito,in attesa di trovare una sistemazione temporanea. Vaste battute sono in corso nella zona, alla ricerca di eventuali altri gruppi di immigrati. Da mesi le forze dell'ordine effettuano perlustrazioni sulla costa, proprio in previsione di sbarchi. (FM)
CURDI

I curdi sono un popolo iranico di quasi ventidue milioni di persone ed è stanziato nel Kurdistan, cioè nella regione (di duecentomila chilometri quadrati) dell’Asia Minore, proveniente dall’unione dell’altopiano anatolico, di quello armeno e dei monti dello Zagor. Il loro territorio, di conseguenza, si sviluppa in vari stati: Turchia, Iran, Iraq e in piccola parte in Siria e in Armenia.

I tratti somatici dei curdi dell’Anatolia e del Caucaso sono mongoli, mentre quelli armeni e mesopotamici mka sono paleo-mongoli. Tutti si dividono in tribù a ordinamento patriarcale e con sistema di governo feudale. Sono dediti all’allevamento, seminomadi con agricoltura semisedentaria, di religione musulmana di rito sunnita, cioè ortodossi, poligami e la loro lingua è indoeuropea (della famiglia iranica) con tre gruppi dialettali principali. La conformazione geografica del territorio, la profonda ortodossia, nonchè la semplicità di vita, hanno contribuito notevolmente a preservare anche ai giorni nostri la maggior parte dei loro tratti culturali e di costume.

I curdi lottano da quasi due secoli per la loro indipendenza e per avere un loro Stato. Fin dal 1920 il trattato di Sèvres (la capitolazione della Turchia alle nazioni vincitrici della Prima Guerra Mondiale) prevedeva la costituzione di uno stato nazionale curdo, ma fu subito smentito, dopo appena tre anni, dal trattato di Losanna (sempre tra Turchia e vincitori 1^ Guerra Mondiale) che permise di fatto di smembrare il Kurdistan. Oggi sono divisi tra Turchia (dieci milioni), Iran (sei milioni), Iraq (3,5 milioni), Siria (settecentomila), Armenia (trecentomila) e un milione è sparso nel resto del mondo.

Hanno subito sempre sanguinose repressioni: nella rivolta del 1832-47 da parte dell’Impero Ottomano, nel 1978 da parte dell’Iran; nel 1988 da parte dell’Iraq (furono usate anche armi chimiche), nel 1992-95 da parte della Turchia. Oggi i gruppi politici più rappresentativi sono il Pdk (Partito Democratico del Kurdistan) capeggiato da Massud Barzani buon alleato dell’Iraq di Saddam Hussein e con discreti rapporti con la Turchia; l’Upk (Unione Patriottica del Kurdistan) capeggiata da Jalal Talabani alleato e aiutato dall’Iran post-komeinista; il Partito dei Lavoratori Kurdi (Pkk), capeggiato da Abdullah Ocalan, di formazione marxista-leninista, non alleato specificatamente con nessuno, ma certamente e fortemente anti-turco. Un certo esodo in realtà c’è sempre stato, visto che il loro semi-nomadismo li ha fatti spesso spostare tra i vari Stati mesopotamici e, infatti, la loro repressione è stata ciclica: prima ottomana, poi irachena, dopo iraniana, quindi di nuovo turca, finchè no si sono riversati nelle coste dell’Europa, per arrivare in Germania, in Francia, in Belgio e in Italia, paesi fortemente industrializzati dove speravano in non poche possibilità, tra cui la pubblicità del fenomeno a livello mondiale, il più facile inserimento nel tessuto produttivo, la rimessa ai familiari rimasti in Kurdistan di somme in valute altamente pregiate (prima tra tutte il marco) e soprattutto una nuova esperienza di vita. E' probabile che dietro l’esodo ci sia proprio una volontà dei partiti curdi che per ora hanno ancora un irrilevante peso politico. Circa i mezzi di trasporto, questi esuli non possono che utilizzare le imbarcazioni della mafia, vista l'impossibilità di visti, permessi, bolli o documenti. Infine non c’è nulla di meglio che far parlare di se proprio perchè dai fastidio e rappresenti un problema: c’è solo da guadagnarci! E fanno bene! Fanno bene perchè che i curdi avessero diritto ad un loro stato lo si sapeva tutti ( trattato di Sevres); che siano stati traditi e raggirati era parimenti cosa nota (trattato di Losanna); che il problema si sarebbe presentato con gli interessi, altrettanto, considerate le forti tensioni interne dei Paesi che li ospitano (Komeini, Saddam Hussein, l’integralismo turco).

Hanno così fatto rilevare l’impreparazione di molti governi che non sono riusciti a prevenire avvenimenti ovvi e hanno dimostrato che la lezione sugli Ebrei, intesa come Stato di Israele, non è servita affatto. Stanno palesando come i politici europei non sono in grado di prendere decisioni comuni e unisone. Hanno evidenziato come l’Unione Europea è ancora "divisa", l’O.n.u. pecca di "assenteismo" e il loro problema rimane inascoltato e irrisolto. Costringono solo in questa maniera l'Europa a prendere atto, che, se non ci fossero stati i mass media, del loro dramma nessuno se ne sarebbe curato.

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