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Data: 01/09/1998 - Ora: 10:30
Categoria:
Politica
"Dobbiamo essere molto fermi nel contrastare l'immigrazione
clandestina ma anche molto aperti nell'accogliere coloro che chiedono asilo e a coloro che,
seguendo i canali legislativi, aspirano ad entrare in Italia per lavorare onestamente''. E' il
passaggio chiave con il quale il ministro degli Interni, Giorgio Napolitano, è intervenuto al
vertice sull'emergenza profughi ed immigrazione clandestina promosso a Lecce dal sindaco
Adriana Poli Bortone, presente anche il ministro degli Esteri, Lamberto Dini, il Capo della
Polizia, Fernando Masone, organizzazioni sindacali, del volontariato, il presidente della
Giunta regionale Salvatore Di Staso ed i sindaci di Otranto e Melendugno, tra le città più
coinvolte nel fenomeno. ''Occorre dunque molta serenità ma anche molta civiltà, coniugata a
fermezza, sottolinea Napolitano, nell'affrontare questo fenomeno che è decisamente
complesso. (MN)E la Regione Puglia ha dato prova sia di serenità che di civiltà''. Il fenomeno
dell'immigrazione clandestina è un fenomeno nel quale ''non basta solo l'azione di governo,
ha detto il ministro degli Esteri Dini, ma serve la graduale maturazione di una cultura
dell'accoglienza e dell'integrazione secondo il modello tipico della tradizione di civilta'
dell'Italia. Serve dunque un'azione diplomatica internazionale coordinata, non basta piu'
l'accordo bilaterale. E serve una linea strategica di sviluppo dell'area mediterranea, dai
Balcani alle coste africane, nei luoghi maggiormente coinvolti. Serve una politica paziente - ha
continuato il responsabile della Farnesina - con risultati non immediatamente percepibili,
concorrendo negli sforzi internazionali per la pacificazione delle aree piu' esposte''. Dunque la
politica del doppio binario e cioè della stabilizzazione unita allo sviluppo socio economico.
Ancora Napolitano ha chiesto il coinvolgimento, sempre più significativo, della Regione, degli
Enti Locali e delle province cui affidare ''non solo responsabilità ma anche risorse''. Sulle
coste pugliesi in questi anni sono stati bloccati oltre 10.000 clandestini e molti di essi sono
stati rimpatriati. Il problema maggiore, emerso a conclusione del vertice, rimane quello della
prevenzione del fenomeno unito ad un potenziamento del sistema di accoglienza nel quale le
istituzioni pugliesi sono pronte a fare la loro parte. Anche se il problema, sul piano del
respingimento e' quello ''delle identificazioni - ha aggiunto Lamberto Dini -. Sotto questo profilo
il ministero competente sta facendo il massimo mentre sul fronte diplomatico bisogna
continuare a completare la rete degli accordi bilaterali e chiedere l'intervento dell'Europa che
puo' fare molto perche' la materia emigratoria, con il trattato di Amsterdam, e' diventata
materia comunitaria''.
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