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Immigrati/ Istat, triplicata presenza dai Balcani

Data: 27/10/1998 - Ora: 12:21
Categoria: Politica

Aumentano gli stranieri regolarmente presenti in Italia e continuano ad aumentare anche gli stranieri residenti, in gran parte provenienti dai paesi dell'Europa orientale e dai Balcani (quasi triplicata rispetto al 1992 la presenza di immigrati provenienti dall'ex Jugoslavia e dall'Albania). Questo quanto rileva l'Istat nel suo ultimo studio sulla quantificazione della presenza straniera in Italia. Gli stranieri regolarmente presenti in Italia dal 1 gennaio 1998, in base ai permessi di soggiorno in vigore a tale data sono, infatti, 1.022.896 in crescita rispetto all'anno precedente del 3,7%. Mentre gli stranieri residenti, la componente più radicata del complesso di quelli regolarmente presenti, hanno avuto un incremento del 12,2% rispetto agli stranieri che risultavano lo scorso anno regolarmente iscritti all'anagrafe. (MN)

La norma di regolarizzazione del novembre 1995 (il cosiddetto decreto Dini) ha avuto dunque un progressivo impatto sulla regolarizzazione del flusso degli immigrati In Italia. L'Istat ricorda, inoltre, che il dato elaborato sui permessi di soggiorno differisce da quello del Ministero dell'Interno poiche' l'istituto di statistica esclude tutti i permessi scaduti.
Le aree di provenienza maggiormente frequenti, in basi ai dati sui permessi di soggiorno, sono ancora l'Europa centro orientale (22,1%) e l'Africa settentrionale (19,6%) rafforzatesi anche in virtu' della citata legge di regolarizzazione, seguite dall'Unione Europea (13,2%). Le variazione registrate fra il 1997 e il 1998, nella distribuzione degli immigrati secondo la cittadinanza, sono state modeste, dopo le profonde modificazioni registrate nell'anno precedente. Nel medio periodo emerge soprattutto il grande incremento delle comunita' provenienti dall'Europa orientale che, tra il 1992 e il 1998 hanno quasi triplicato la loro consistenza, soprattutto - sottolinea l'Istat - per effetto degli ingenti flussi di ingresso dalla ex Jugoslavia degli anni 1993-'94 e, piu' recentemente, per la regolarizzaizone di molti cittadini est europei, in gran parte albanesi e, in minor misura, rumeni e polacchi. Altri gruppi etnici hanno conosciuto significativi incrementi, soprattuto per effetto dell'emersione dall'irregolarita' avvenuta nel 1996, sono alcuni di quelli provenienti dall'Asia sia orientale (le Filippine e la Cina) sia meridionale (Sri Lanka, India e Pakistan) e dall'America Latina, con il Peru' in primo piano. La cittadinanza che, all'inizio del 1998, risulta maggiormente rappresentata e' ancora quella marocchina (122.230 i permessi di soggiorno rilasciati, dei quali il 77,1% a maschi), caratterizzata da una forte prevalenza maschile che, del resto, contraddistingue anche gli ex jugoslavi (73.492 i permessi di soggiorno rilasciati, dei quali il 62,9% a maschi) e gli albanesi (72.551 permessi di soggirono rilasciati dei quali il 69,3 % ai maschi), che seguono immediatamente nella graduatoria. Il rapporto fra i sessi e' fortemente sbilanciato a favore dei maschi anche per tunisini (41.439 permessi di soggiorno rilasciati dei quali l'81,1% a maschi) e senegalesi (32.037 permessi di soggiorno rilasciati dei quali il 94,3% a maschi) mentre risulta piu' equilibrato per cinesi (35.310 permessi di soggiorno rilasciati dei quali il 55.4% a maschi) e rumeni (28.796 permessi di soggiorno irlasciati dei quali il 46,9% a maschi). Fra i filippini lo squilibrio e', invece, a favore delle donne (57.312 permessi di soggiorno rilasciati, dei quali il 32,7% a maschi). Tra i motivi per i quali vengono rilasciati i permessi di soggiorno, si segnala soprattutto l'aumento di quelli familiari (214.709 permessi rilasciati per motivi familiari, 14,2% in piu' rispetto al 1997), indice - sottolinea l'Istat - di una progressiva evoluzione del modello di insediamento, non piu' legato solo a necessita' lavorative. I motivi di lavoro legati ai permessi di soggiorno rilasciati risultano, invece, stabili in numero (660mila circa, 0,9% in piu' rispetto al 1997) anzi in leggera diminuzione proporzionalmente. Significativo il dato dei permessi rilasciati a personale religioso (pari ad oltre il 5% del totale), come pure quello accordato a stranieri che hanno scelto di fissare la propria dimora nel nostro Paese (4,1%). Le quote piu' elevate di stranieri residenti sono nelle regioni nord occidentali e centrali (rispettivamente 31,9% e 29,9% del totale), seguite dal Nord est (20,7%) e dal Mezzogiorno che, compessivamente, raccoglie il 17,5% della popolazione straniera. Rispetto al totale della popolazione residente, l'incidenza degli stranieri ha raggiunto un peso percentuale pari all'1,7%, un valore medio nazionale che nasconde livelli territoriali significativamente differenziati: si va dal 2,7% del Centro allo 0,7% nel Sud. La geografia del fenomeno e' ancora legata alle realta' urbane, con le punte delle citta' di Roma e Milano dove gli stranieri residenti sono rispettivamente 134mila e 80mila. L'aumento dei residenti, infine, e' stato particolarmente consistente nelle regioni nord-occidentali (+16,1%) nord orientali (+14,9%) e meridionali (+13,7%) mentre la crescita delle regioni centrali e' risultata piu' contenuta (+8,0%) anche per effetto di un'operazione di revisione degli archivi anagrafici del comune di Roma che ha determinato un contenimento del dato relativo alla capitale. Va comunque sottolineata l'incidenza degli stranieri nel nord est d'Italia dove sono quasi raddoppiati fra il 1993 ed il 1998. La maggiore stabilita' della presenza straniera nelle regioni settentrionali viene del resto indirettamente confermata dal dato sui minori stranieri: nel corso dell'ultimo anno essi sono aumentati in media del 20% con una velocita' maggiore nelle ripartizioni nord-orientale (+24,7%) e nord occidentale (+22,4%).

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