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INCHIESTA Bari, "Olivetti Ricerca" chiude, a spasso 200 lavoratori

Data: 16/03/1999 - Ora: 18:52
Categoria: Cronaca

L'"Olivetti Ricerca", un'azienda di informatica del colosso omonimo operante a Bari ha intenzione di chiudere battenti e di mandare a spasso 200 dei 650 lavoratori.
Il problema è stato sollevato dagli stessi operatori dipendenti i quali si sono rivolti al presidente della regione Puglia Distaso, chiedendo chiarimenti sulla questione.
L'"Olivetti ricerca" era nata qualche anno fa grazie al contratto di programma statale che permise all'Olivetti di creare una struttura di informatica "made in Italy" e garantendo stabilità lavorativa a 650 persone.
Ma, una volta finiti i finanziamenti pubblici, l'Olivetti manifesta la volontà, attraverso una previsione di piano aziendale, di ridimensionare l'azienda licenziando 200 persone. Nel frattempo, il Governo, con un accordo simile a quello già stipulato con l'"Olivetti Ricerca", prende un impegno economico, pari a 60 miliardi, con un colosso americano l'"Electronic data System", leader mondiale di servizi informatici. L'accordo odierno prevede una parte del finanziamento a carico dello Stato e una parte a carico della regione Puglia; il Presidente Distaso si è detto sodddisfatto dell'accordo raggiunto con la società americana, lostesso dicasi per il Ministero dell'Industria. Nel frattempo, l'Olivetti Ricerca è stata svenduta ad un'altra società di informatica americana "Wang Global" la quale non ha nessuna intenzione di mantenere il personale italiano, anzi, impiegherà proprio personale americano. (MN) CHI SI OPPONE A parte i lavoratori che vedrebbero leso il diritto al posto di lavoro, c'è chi come il Gruppo Indipendente Libertà al Comune di Bari che ha deciso di mandare un esposto alla Guardia di Finanza per accertamenti fiscali da effettuare alla Olivetti Ricerca. Il quesito che si son posti i consiglieri Cipriani e Liuzzi del citato gruppo politico è il seguente: che fine hanno fatto i 700 miliardi pubblici dati dal Governo all'Olivetti Ricerca? E che impegni aveva assunto l'azienda di informatica a fronte dell'ingente somma data come sovvenzione pubblica? E se questi impegni c'erano ora chi ne risponde? Bastano e sono giustificabili dieci anni dalla firma dell'accordo per lavarsene le mani? E se questi impegni invece non fossero stati previsti dallo Stato, non sarebbe una mancanza e una grave pecca politica non prevederli? Attorno a queste domande i consiglieri baresi hanno costruito e formulato la richiesta di accertamento finanziario della Guardia di Finanza.


SOSTEGNO ALLA VERTENZA DELLA OLIVETTI RICERCA

Dieci anni fa - ricordano i lavoratori - la Olivetti ha chiesto e ottenuto, grazie alla legge 64, ben 700 miliardi di finanziamenti pubblici per realizzare anche il centro di ricerca di Bitritto. Terminati i soldi, finalizzati allo sviluppo e alla riqualificazione del sistema produttivo meridionale, la Olivetti ha deciso di chiudere. Un'operazione che sta avvenendo nel disinteresse del governo e delle istituzioni che dovrebbero, dopo aver firmato il patto sociale e contratto di, mettere in atto misure a garanzie di un reale sviluppo economico e occupazionale.
Sulla vicenda si registra l'esposto del Gruppo indipendente Libertà (presso il Comune di Bari) inoltrato alla Guardia di Finanza sull'attuale rispetto delle condizioni in base alle quali furono concessi i 700 miliardi.
Gaetano Liuzzi e Luigi Cipriani (capo-lista del gruppo) ritengono che sia giunto il tempo in cui "eventuali trasgressioni a queste condizioni siano realmente punite soprattutto laddove operazioni aziendali mettono in risalto centinai di posti di lavoro". (AA/MN)

CHE COSA PREVEDEVA IL CONTRATTO DI PROGRAMMA STIPULATO TRA GOVERNO E OLIVETTI?

E' l'interrogativo più frequente che in queste ore corre sulla bocca di quanti vogliono sapere e capire sulla vicenda Olivetti Ricerca.
Più parti, a cominciare dai dipendenti che rischiano il posto di lavoro vorrebbero studiare quel contratto di programma.

LA TESTIMONIANZA DEI LAVORATORI CHE CHIEDONO SOSTEGNO

In questi giorni i lavoratori della Olivetti Ricerca sono impegnati in una difficile battaglia contro il piano di ristrutturazione che la direzione del Gruppo Olivetti ha deciso di mettere in atto, e che prevede la dismissione e la vendita di tutta Olivetti Ricerca e dei suoi 650 ricercatori. Dieci anni fa la Olivetti ha chiesto ed ottenuto, grazie alla Legge 64, che si proponeva lo sviluppo e riqualificazione del sistema produttivo meridionale, circa 700 miliardi di finanziamenti statali per realizzare, nell'ambito delle sue iniziative industriali, i Centri di Ricerca di Pozzuoli e Bari. Terminati i finanziamenti, lo scorso anno, la Olivetti ha deciso di mettere tutto in vendita: i Centri Ricerca appena costruiti e, insieme a questi, i 650 Ricercatori.
Questo sta avvenendo nella disattenzione del Governo e delle Istituzioni che dovrebbero, dopo aver firmato Patto Sociale e Contratto di Programma, mettere in atto misure a garanzia di un reale sviluppo economico ed occupazionale. Per evitare che tutto questo accada vi preghiamo di inviare questo messaggio alla Olivetti, per invitarla a recedere dai suoi propositi e al Ministero dell'Industria per invitarlo a sostenere una politica industriale finalizzata allo sviluppo della intera collettività e non al solo profitto d'impresa. Gli indirizzi a cui vi invitiamo ad inviare il messaggio sono: - Amministratore Delegato del Gruppo Olivetti: r.colaninno@olivetti.com - Ministero dell'Industria: CCCmail@minindustria.it e per conoscenza a noi lavoratori: oliriclavoro@hotmail.com Con la preghiera di diffondere il piu' possibile questo nostro messaggio, vi ringraziamo per il supporto che ci state offrendo.
I Lavoratori della Olivetti Ricerca

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