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Guerra aperta in Kosovo, decine le vittime

Data: 20/07/1998 - Ora: 10:17
Categoria: Politica

E' guerra. I combattimenti tra le truppe di Belgrado e l'esercito di liberazione del Kosovo si allargano con nuovi massacri in tutta la regione. E, ieri, il Senato americano, in una risoluzione votata all'unanimità ma che non impegna il governo, ha proclamato il Presidente jugoslavo Slobodan Milosevic criminale di guerra. Mentre i combattimenti tra le truppe di Belgrado e l'esercito di liberazione del Kosovo si allargano in tutta la regione, il Senato americano ha proclamato ieri il Presidente jugoslavo Slobodan Milosevic criminale di guerra. In una risoluzione votata all'unanimità, ma che non impegna il governo, i senatori americani chiedono alla Casa Bianca di fare il possibile per portare Milosevic di fronte al Tribunale internazionale dell'Aja per i crimini di guerra in ex Jugoslavia. (MN)

Il leader serbo dev'essere processato per crimini di guerra, crimini contro l'umanità e genocidio, afferma il Senato, che invita il governo di Washington a fornire alla corte tutte le prove che esistono contro Milosevic, considerato il principale responsabile della guerra in ex Jugoslavia e dell'attuale conflitto del Kosovo. "E' lui la causa del problema", ha confermato il supermediatore Richard Hobrooke, neoeletto ambasciatore Usa presso l'Onu.
Intanto le truppe di Milosevic hanno lanciato una violenta controffensiva contro i guerriglieri dell'Uck. Per il terzo giorno di seguito si combatte nella zona di Orahovac, la città del Kosovo sud-occidentale controllata dai separatisti albanesi.
Le forze della polizia e dell'esercito jugoslavo avrebbero riconquistato alcuni villaggi alle porte di Orahovac e una parte della città stessa. Da ieri mattina l'artiglieria pesante serba martella senza tregua il paese di Drenovci. Ci sarebbero morti e feriti. Testimoni oculari parlano di massacri della popolazione civile, ma le notizie non sono state confermate dalle fonti ufficiali albanesi a Pristina. Da parte loro le autorità militari di Belgrado hanno annunciato che le guardie di confine jugoslave hanno impedito ad alcune centinaia di uomini armati e vestiti con le uniformi dell'Uck di entrare illegalmente nel Paese dalla vicina Albania. Tre gruppi, di circa 300 guerriglieri ognuno, sono stati bloccati nelle vicinanze di Decani.
Almeno 30 albanesi sarebbero stati uccisi negli scontri; ma le agenzie di stampa occidentali parlano di 90 morti.

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