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Genetica/ Clonazione: l'embrione gemello

Data: 09/11/1998 - Ora: 14:03
Categoria: Politica

In un futuro non troppo lontano, del tutto privo di principi etici, ogni bambino potrebbe avere in regalo alla nascita una specie di gemello allo stato embrionale, usabile da ''kit genetico'' con organi di ricambio se nel corso della vita fossero necessari trapianti. Lavora a questo progetto il "Roslin Institute" di Edimburgo, famoso per la clonazione della pecora Dolly, ed è indubbio che per la medicina si tratterebbe di un'enorme rivoluzione: il ''gemello'' (adeguatamente congelato e custodito in una ''banca genetica nazionale'') servirebbe come fertile base per la produzione di ossa, muscoli, vasi sanguigni, cuori, fegati e altri organi da trapiantare senza più rischio alcuno di rigetto e senza più le carenze di oggi. (FM)

Il Roslin Institute, ha riferito oggi con grande risalto il domenicale 'Independent on Sunday', vorrebbe esplorare a fondo la nuova frontiera bio-genetica tramite una 'joint venture' con l'Università del Wisconsin, dove la settimana scorsa è stata annunciata la scoperta di una tecnica per lo sviluppo di organi da cellule embrionali.

Harry Griffin, vicedirettore del Roslin Institute, ha detto che si e' soltanto nella fase delle ''discussioni riservate con possibili partner''. La prospettiva è però chiara: fondere la clonazione con la produzione di tessuti, creando così ''pezzi di ricambio'' per quasi ogni parte del corpo umano.

Il Roslin Institute ha coinvolto nell'iniziativa il professore Austin Smith, capo del ''Centre for Genome Research'' dell'universita' di Edimburgo e il genetista scozzese non ha perso tempo: si e' gia' rivolto all'ente di sorveglianza su questo delicatissimo settore in esplosiva espansione (l''Human Fertilisation and Embryology Authority'') per avere la necessaria luce verde.

Sotto il profilo etico le resistenze certo non mancheranno: il ''kit genetico'' è in effetti un essere umano clonato a cui viene impedito lo sviluppo, un umanoide ''coltivato'' per un massimo di due settimane (fino alla cosidetta fase ''blastocistica'') e poi ridotto a fabbrica d'organi.

Per il professore Smith queste ricerche, al momento illegali in Gran Bretagna, andrebbero senz'altro autorizzate perche' i benefici medici potenziali si preannunciano enormi. A suo giudizio uno spartiacque moralmente accettabile c'è: bisognerebbe distinguere, per quanto riguarda l'uomo, tra ''clonazione terapeutica'' e ''clonazione riproduttiva'' permettendo solo la prima.

''In un paio d'anni - ha spiegato il genetista - potremmo essere in grado di estrarre campioni di tessuto da un neonato e ottenere per trasferimento del nucleo cellule embrionali riproduttive che si potranno congelare, in modo che in caso di bisogno ognuno avrà a disposizione le sue''.

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