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Gallipoli, 600 profughi chiusi per giorni nella stiva

Data: 23/04/2001 - Ora: 09:39
Categoria: Politica

Per il suo ultimo viaggio in mare l' hanno dipinta con un colore blu intenso che pero' non e' riuscito a coprire la ruggine e il legno marcio: la ''Koyduk-s'' ha portato circa 600 persone sulle coste pugliesi. L' ultima carretta del mare era arrivata ad Otranto il 7 novembre scorso con 877 persone a bordo. La ''Koiduk-s'' - un mercantile lungo una sessantina di metri - e' arrivata nella tarda mattinata nel porto di Gallipoli, trainata dal rimorchiatore 'Magna Grecia' e affiancata da unita' navali della guardia di finanza, della guardia costiera, e delle altre forze di polizia, dopo una notte tragica, durante la quale piu' volte si e' temuto il peggio.

A bordo della carretta partita dalla Turchia, forse cinque giorni fa, tantissime persone: ammassate sulla tolda e nella stiva. E anche questa volta scene gia' viste dai soccorritori pugliesi: donne colte da malore, bambini che piangono disperati, anziani che stentano a sorreggersi. Le condizioni generali sono risultate complessivamente buone nonostante le pessime situazioni di viaggio: i disagi peggiori sono stati sopportati dai tanti che viaggiavano nella stiva. Li' hanno dovuto vivere ad una temperatura molto elevata e in condizioni igieniche spaventose. I clandestini - dei quali 150 compongono nuclei familiari - sono per lo piu' curdi: iracheni, cingalesi, iraniani afghani, pakistani. Avrebbero pagato in media 2000 dollari a testa anche se pare che siano stati fatti sconti cumulativi e riduzioni di prezzo per i bambini. ''Non avrei mai potuto immaginare che ci facessero viaggiare in queste condizioni - racconta una donna di Theran, scappata insieme con il marito - Siamo stati chiusi nella stiva per due giorni, senza aria, senza luce, senza cibo ed acqua, sempre al buio''. L' allarme e' scattato nella notte, intorno all' una: un uomo con voce concitata ha chiesto aiuto via radio mentre il mare era in tempesta. L' Sos e' stato captato dalla guardia costiera del Basso Adriatico e del Canale d' Otranto, che ha dato l' allarme. Dalla capitaneria di porto di Gallipoli sono partite motovedette alla volta delle acque antistanti Santa Maria di Leuca, zona dove presumibilmente si poteva trovare il vecchio mercantile. L' imbarcazione - intorno alle tre di notte - e' stata individuata a circa cinque miglia a sud del capo di Leuca: era ferma, con i motori spenti. A bordo sono saliti i militari della guardia di finanza e della capitaneria di porto di Gallipoli che hanno provveduto a tranquillizzare le persone e a rendersi conto delle condizioni della carretta. All' alba finalmente l' imbarcazione e' stata agganciata con un cavo ad un mercantile che era stato fatto dirottare in zona dal comandante della capitaneria di porto di Gallipoli, Sandro Galinelli, che ha diretto le operazioni di soccorso. Piu' volte i soccorritori hanno trattenuto il fiato, rendendosi conto delle condizioni meteorologiche che a tratti peggioravano, del mare diventato forza cinque con un vento teso da sud-ovest: proprio questo peggioramneto ha anche rallentato la velocita' delle operazioni di traino della nave verso Gallipoli. Ma alla fine l' odissea e' terminata. Alle 13 la carretta e' entrata in porto: alla vista delle banchine piene di mezzi di soccorso e di volontari, i profughi hanno applaudito, hanno salutato, hanno pianto di gioia. E nel frattempo i militari a bordo del Koyduk-s cercavano anche di scoprire se gli uomini dell' equipaggio, i 'traghettatori' si fossero mescolati tra i profughi: si sospetta di alcune persone la cui posizione e' all' attenzione degli investigatori. Intanto il segretario dell' associazione Azad, Dino Frisullo, nel salento a Martano (Lecce) per partecipare ad una manifestazione in favore del popolo curdo, avvisa: ''Questa e' solo la prima nave: l' abbiamo detto nei giorni scorsi e lo ripetiamo, e' in arrivo una nuova ondata di profughi''.

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