''Altrettanto inesatto - sottolinea Fitto - e' che il disavanzo sanitario regionale del 2000 ammontasse a 500 meuro (milioni di euro, ndr)
''La Regione Puglia non mette all'asta alcun ospedale per il semplice motivo che non ha alcun bisogno di farlo'': lo afferma il presidente della Regione Puglia, Raffaele Fitto, replicando a quanto e' stato pubblicato due giorni fa su Repubblica in un 'Dossier' a proposito di alcune regioni che sarebbero in procinto di vendere ospedali per la difficolta' di far fronte alle spese della sanita'. ''Altrettanto inesatto - sottolinea Fitto - e' che il disavanzo sanitario regionale del 2000 ammontasse a 500 meuro (milioni di euro, ndr). Era di 395 meuro: dedotta la quota erogata dallo Stato quale integrazione del Fondo, e' sceso a 293 meuro, integralmente coperti con intervento finanziario della Regione''. Il presidente della Regione Puglia sottolinea che l'obiettivo del pareggio del bilancio sanitario ''e' gia' stato raggiunto nel 2002 e si avvia ad essere confermato nel 2003''. ''Infatti - continua Fitto - la Regione Puglia e' assente nella lunga, dolorosa lista delle regioni con disavanzi sanitari'', lista che nello stesso 'Dossier' viene fatta e che, appunto, comprende tutte le regioni d'Italia, tranne la Puglia. ''E' questo - rileva Fitto - che ha consentito la riduzione dell'addizionale Irpef dal primo gennaio 2003 e del ticket sui farmaci dal primo settembre 2003''. Fitto aggiunge ''ancor piu' inesatto'' e' ''che il piano di risanamento si sia fondato sic et simpliciter 'sul calo delle prestazioni ambulatoriali'''. ''Il risanamento - spiega - si e' fondato sui Piani Sanitario e di Riordino Ospedaliero che hanno puntato sulla prevenzione primaria e secondaria, sulla razionalizzazione della spesa e soprattutto sull'appropriatezza dei ricoveri''. ''Il risultato - aggiunge - e' gia' visibile per il 2002: novantamila ricoveri inappropriati in meno e un tasso di ospedalizzazione inferiore dell'11%''. Il presidente della Regione continua sottolineando che ''vale appena la pena di ricordare che i tempi di pagamento dei fornitori si sono dimezzati in meno di un anno e che le aziende sanitarie pugliesi stanno gia' pagando le forniture dell'anno corrente''. ''Tutto cio' - conclude - piu' che 'duramente contestato dalla popolazione' e' stato variamente ostacolato da alcune lobby che hanno strumentalizzato il campanilismo di poche amministrazioni comunali inducendole, con spreco di tempo e risorse, a ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato contro l'adozione del Piano di Riordino Ospedaliero. I procedimenti, piu' di quaranta, si sono tutti risolti in favore della Regione Puglia''.