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Fisco/ Tornano le manette agli evasori

Data: 13/03/1999 - Ora: 11:53
Categoria: Economia

Manette agli evasori, non più in base a una cifra assoluta (in passato almeno 50 o 100 milioni a seconda dei casi), ma con riferimento al rapporto tra il reddito o il volume di affari da dichiarare e quello evaso. Le sanzioni penali scatteranno quando risulti superata una percentuale, che sarà prossimamente definita, fra i due parametri del reddito effettivo e della quota di reddito non dichiarato. La novità è contenuta in uno degli articoli inseriti dal Senato nel testo del disegno di legge sulla depenalizzazione dei reati minori, che delega il ministero delle Finanze ad emanare entro 8 mesi una più stringente e moderna disciplina contro i reati fiscali. Il provvedimento, che passa ora in terza lettura alla Camera, si propone di porre rimedio ad alcuni degli errori determinati dall'attuale normativa, che di fatto ha solo aumentato la conflittualità penale, senza però diventare un vero deterrente. (MN)

Con la modifica introdotta a Palazzo Madama le manette saranno applicate, per un periodo variabile da 6 mesi a 6 anni di carcere, soltanto per un numero ridotto di casi, i più gravi. Ciò renderà le nuove regole maggiormente veloci ed efficaci anche attraverso l'attivazione di criteri inediti per distinguere un evasore "simplex", che dovrà pagare le sole sanzioni amministrative, dal "criminale fiscale", che dovrà rispondere del reato tributario anche con l'arresto e la prigione. Quale sarà la percentuale di evasione rispetto al reddito o al volume di affari dichiarato, oltre la quale si entra nell'area del reato penale perseguibile con le manette? Gli esperti sono al lavoro, ma per il momento nel più rigoroso riserbo.
Però questa non è l'unica novità. Il Parlamento, che di fatto ha recepito l'indicazione data dal ministero delle Finanze in tema di reati tributari, ha stabilito l'utilizzo di altri due parametri: 1) una soglia minima di evasione che consentirà di escludere l'intervento penale in casi economicamente insignificanti; 2) una soglia massima oltre la quale l'evasione dovrà sempre essere perseguita con il codice penale alla mano. Anche i casi da perseguire sono stati meglio adattati alla realtà. Meritevoli di carcere sono i contribuenti che presentano dichiarazioni fraudolente fondate su documentazione truccata o su contabilità falsificata con artifici, ma anche coloro che emetteranno fatture false. In caso di accertamento, inoltre, non sarà possibile sottrarsi al pagamento forzoso usando meccanismi fraudolenti (ad esempio, la simulazione di un furto che occulti la consistenza dei propri beni). Sarà reato anche distruggere o nascondere i documenti contabili di una società. Altri criteri: la soglia di punibilità sarà più bassa per gli evasori totali (cioè, i cittadini che non hanno proprio presentato la dichiarazione dei redditi verranno perseguiti per cifre di evasione più modeste rispetto ai tetti da fissare per l'evasore parziale); al contrario, come avviene per altri reati, saranno stabiliti "meccanismi premiali", ossia sconti di pena, per chi risarcisce il danno causato all'erario con il mancato pagamento di imposte.

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