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Data: 14/12/1998 - Ora: 10:17
Categoria:
Economia
La classifica e' stata compilata da Jack Anderson, un
fiscalista internazionale alla Ernst and Young, che l'ha
battezzata 'indice della miseria'. ''E' una semplice somma dei
tassi fiscali piu' alti di ciascuna nazione sui redditi
personali e societari, piu' l'Iva, i contributi sociali e le
tasse sulla ricchezza. Piu' alte sono le tasse, piu' alto e'
l'incide della miseria'', ha sintetizzato lo stesso Anderson.
Nella classifica di Forbes in testa e' la Francia con 186
punti, seguita dal Belgio con 164 e dall'Italia con 162. Ma in
generale, rispetto ai 90 punti degli Usa e i 109 della Gran
Bretagna, nei paesi dell'Europa continentale il fisco appare
particolarmente duro con i cittadini: Anderson ha messo la
Svezia al quarto posto con 149 punti, seguita dalla Germania con
146 e dalla Spagna con 144.
Fino a pochi anni fa, il tasso
d'interesse legale era fissato per legge ed e' stato la causa
indiretta dell'enorme lentezza con la quale procedevano le cause
civili. Poiche', ad esempio, negli anni Settanta i tassi
d'interesse sul mercato viaggiavano intorno al 15-20%, alle
parti che rischiavano di soccombere in giudizio conveniva
trascinare quanto piu' a lungo possibile i procedimenti perche'
le somme che rischiano di dover versare alle loro controparti
saranno rivalutate soltanto al 5% (al 10% dal 1993) mentre,
investite in BOT o in altre attivita', rendono molto di piu',
talvolta fino al doppio. Le cose sono cominciate a cambiare nel
1996 quando la Finanziaria stabili' che non sarebbe stata piu'
una legge bensi' un semplice decreto ministeriale a modificare
il tasso legale, ancorandolo all'andamento dei titoli di Stato e
all'inflazione. In quell'occasione, il saggio legale venne
dimezzato e portato al 5%. Anche allora, comunque, il tasso
d'interesse legale era inferiore agli interessi che si potevano
ottenere investendo in Borsa o in BOT e CCT. Dall'anno prossimo
questo tipo di ''speculazione legale'' non sara' piu' possibile:
con un tasso legale al 2,5%, un'inflazione all'1,5% e tassi
netti sui BOT che, con l'arrivo dell'euro, viaggiano poco al di
sopra del 2% netto, ogni spinta a ''fare i furbi'' viene meno. I
rapporti economici tra i cittadini dovrebbero insomma diventare
piu' trasparenti e le controversie piu' rapide.
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