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Data: 17/09/1998 - Ora: 10:36
Categoria:
Economia
Ecco una mini-guida per capire come funzionano e quali novità porteranno per i contribuenti le due addizionali Irpef.
- A) IRPEF REGIONALE: E' scattata già da gennaio ed è
prevista dalla riforma Visco. Le norme sono contenute nello
stesso decreto che ha introdotto l'Irap e la nuova Irpef. Il
provvedimento, per evitare un impatto sui contribuenti, ha
diminuito le aliquote erariali della stessa percentuale
(0,5 per cento)
destinata all'addizionale regionale. L'aliquota regionale -
in base alla legge - rimarrà ferma
anche per il prossimo anno. Dal 2000, invece, le regioni
potranno decidere di aumentarla fino all'1 per cento. In questo caso per
i contribuenti vi sarebbe un aggravio. E' comunque difficile
prevedere come si comporteranno le regioni. Se si guarda al
passato, ad esempio, le regioni avevano la possibiità di
aumentare di 30 lire il prezzo della benzina ma, poiché il
provvedimento sarebbe stato alquanto impopolare, nessuna lo ha
mai concretamente applicato. Fino ad oggi gli italiani non si
sono accorti
dell'addizionale regionale perche' l'aliquota viene trattenuta a
fine anno dai datori di lavoro che dovranno versarla per conto
dei propri lavoratori alla regione in cui questi risiedono.
Forse proprio per aiutare i datori di lavoro a orientarsi tra i
molti codici regionali di versamento è stato deciso di
effettuare il pagamento una sola volta l'anno, con il
conguaglio finale invece che con le tradizionali trattenute
Irpef.
- Quest'anno, quindi, se non ci fosse stata la restituzione dell'Eurotassa, l'addizionale regionale - che non è stata trattenuta nel corso dell'anno - avrebbe avuto l'effetto di alleggerire le tredicesime.
B) IRPEF COMUNALE: E' prevista dall'ultima finanziaria ma il provvedimento che la rende attuativa non è ancora legge. Il decreto delegato, varato dal governo, è ora all'esame della commissione finanze della Camera che dovrà esprimere solo un parere facoltativo prima del varo definitivo. L'addizionale comunale si applicherà sui redditi a partire dal 1999 e sarà suddivisa in due parti. La prima quota (0,5 per cento) è interna alle aliquote erariali. A questa può aggiungersi un ulteriore 0,2 per cento annuo (fino ad un tetto massimo dello 0,5 per cento) che i Comuni possono decidere di introdurre autonomamente entro il 31 ottobre dell'anno precedente a quello di applicazione. Questa quota 'manovrata' dai comuni non sarà però inclusa nell'aliquota erariale e di fatto rappresenterebbe un aggravio fiscale. L'impopolarità di un aumento di aliquota rende questa possibilita' non automatica anche perché se tutti i comuni decidessero di modificare le aliquote i contribuenti si troverebbero di fronte ad una selva di aliquote diverse che complicherebbe loro gli adempimenti burocratici, come è successo ad esempio per l'Ici.
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