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Finanza/ Il dollaro piega l'euro

Data: 30/01/1999 - Ora: 09:29
Categoria: Economia

L'euro segna un minimo record sul dollaro, gli Stati Uniti alzano il tiro nella disputa commerciale con l'Europa: c'è materia per riflettere sulla fragilità degli equilibri economici internazionali, in un consesso come quello del World economic Forum . Qui tutti - industriali, finanzieri, economisti, politici tra i più importanti del mondo - credono nell'economia di mercato, però si preoccupano di identificare per tempo i pericoli.
Com'è che l'aspettativa di un tasso di interesse euro per la riunione del 18 febbraio è bastato ieri a spingere la moneta europea fino a 1,134 dollari, meno 3% dal 4 gennaio? E com'è che dall'infimo litigio sulle banane il vicepresidente Usa Al Gore passa a mettere sotto accusa tutta la politica agricola europea? Un euro debole può piacere a quei governi europei che non riescono a trovare altro modo di rendere più competitivi i loro Paesi, non fa comodo agli americani che tra i successi nascondono la magagna di un deficit commerciale troppo alto. (MN)

Come ripete il segretario al Tesoro Robert Rubin, anche lui in arrivo a Davos, gli Usa chiedono all'Europa, al contrario, un rilancio economico fondato sulla domanda interna. E se Gore decide di ricordare al Forum che la politica agricola europea "costa alla famiglia europea media circa 1500 dollari l'anno" (2,5 milioni di lire) in prezzi alimentari troppo alti rispetto al mercato mondiale, vuol dire che nei rapporti commerciali la tensione sale.
"Annuncio qui - ha detto Gore - che gli Stati Uniti chiederanno una larga e profonda revisione delle tariffe sulle importazioni agricole. Proporremo la completa eliminazione dei sussidi alle esportazioni agricole"; quando l'Europa ha bisogno di tempi lunghi per evitare malesseri e disadattamenti nelle proprie campagne. Quella di Gore è propaganda politica; su un altro piano, si tenta di dialogare, e un dialogo è possibile. Charlene Barshevsky, rappresentante commerciale degli Stati Uniti, e sir Leon Brittan, vicepresidente della commissione europea, sono entrambi impegnati a costruire il nuovo round di negoziati commerciali per il 2000 proposto da Bill Clinton, e si sono confrontati ieri sul modo migliore di riuscirci.

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