Questo portale non gestisce cookie di profilazione, ma utilizza cookie tecnici per autenticazioni, navigazione ed altre funzioni. Navigando, si accetta di ricevere cookie sul proprio dispositivo. Visualizza l'informativa estesa.


Home Page

Finanza/ Approvato dalla camera le linee del documento Dpef

Data: 21/05/1998 - Ora: 16:32
Categoria: Economia

Approvato dal Consiglio dei ministri il 17 aprile scorso e ora definitivamente dalle Camere il Dpef, Documento di Programmazione Economico Finanziaria, con cui è definito il quadro del triennio 1999-2001. Nel documento si sancisce il proposito di ridurre l'indebitamento netto delle pubbliche amministrazioni dal 2,6 del 1998 all'1% del 2001, per raggiungere il pareggio di bilancio, come indicato dal Patto di stabilità e di crescita. (FM)Grazie al Documento di Programmazione Economico Finanziaria il debito pubblico scenderà del 107% del Pil nel 2001 ed entro la fine del 2003 sotto la soglia del 100%. Il tasso di inflazione sarà stabile nel triennio all'1,5%. Il Dpef si pone un obiettivo di aumento dell'occupazione dello 0,7% nel 1999, dello 0,9 nel 2000, dell'1% nel 2001. Per la finanza pubblica, l'avanzo primario del bilancio si manterrà a un livello del 5,5% nel triennio. L'avanzo corrente avrà un andamento crescente: dai 10.400 miliardi del 1998 ai 31.700 del 1999, fino ai 67.300 del 2001 pari al 2,9% del Pil. La spesa per interessi scenderà dall'8% del Pil del 1998 al 6,5% del Pil nel 2001. La spesa corrente al netto degli interessi passerà dal 38,5% del Pil nel 1998 al 37,6 nel 2001. Sarà perseguita una riallocazione delle risorse a favore degli investimenti: le spese in conto capitale dovrebbero crescere in misura doppia rispetto al tasso di crescita del Pil nominale. Gli interventi addizionali a favore dello sviluppo ammontano a circa 26.600 miliardi nel triennio e sono così ripartiti: 5.000 miliardi nelle politiche di sviluppo in alcuni settori prioritari, 15.600 nelle politiche di sostegno agli investimenti e nella ricostruzione delle zone terremotate, 6.000 miliardi nella riduzione della pressione fiscale. Per conseguire la riduzione del rapporto indebitamento netto/Pil nel triennio, gli interventi correttivi da attuare saranno soprattutto per le spese correnti (9.500 nel 1999) e in parte minore le entrate (4.000 nel 1999). A proposito delle spese, la correzione degli andamenti tendenziali si svilupperà con azioni di razionalizzazione nelle grandi aziende di servizio pubblico; con formule di più stretta cooperazione tra Stato, Regioni ed Enti Locali; con la prosecuzione dell'opera di razionalizzazione e di recupero di efficienza nelle amministrazioni pubbliche; con la riconsiderazione dei criteri di accesso ai trattamenti di agevolazioni. A proposito delle entrate, gli interventi correttivi verteranno su voci diverse dalle entrate tributarie perché infatti la manovra ha per obiettivo la riduzione del prelievo. Il totale delle entrate tributarie e contributive in rapporto al Pil passerà dal 44,3% del 1997 al 42,4 nel 2001. All'interno di quest'obiettivo si collocherà la restituzione parziale del contributo straordinario per l'Europa istituito per l'anno 1997. Il ministro del Tesoro, Carlo Azeglio Ciampi, nella sua replica alla Camera sul Dpef, ha sintetizzato i risultati raggiunti dall'Italia: "l'Italia entra nell'euro in condizioni che consentono di confermare i risultati del '97 e prevedere un loro miglioramento". E di fronte a questi risultati rappresenta una garanzia istituzionale che lo sviluppo non verrà interrotto dal disordine dei conti pubblici". Ma il ministro evidenzia la necessità di realizzare le prossime finanziarie, non di quantità ma di qualità e, nel ribadire gli sforzi tesi a combattere la disoccupazione, ha sottolineato "la relazione simbiotica tra rigore e sviluppo" ricordando che l'Italia è in Europa e la ripresa è iniziata. "Il tasso di disoccupazione dell'Europa ha cominciato a decrescere ed è stato passato il punto di svolta anche in Italia, dove l'occupazione ha iniziato ad aumentare". Ciampi ha ricordato gli interventi per lo sviluppo, pari a 26.500 miliardi, di cui 15.500 miliardi per le politiche di sostegno degli investimenti e 6 mila dalla riduzione della pressione fiscale. Ciampi ha spiegato una serie di dati del Dpef: il saldo primario garantirà la stabilità nel triennio anche se si ridurrà al 5,5% per il venir meno di entrate una tantum. C'è stata poi una ulteriore riduzione della spesa per interessi. Una penalizzazione che ha pesato per anni sull'onere per interessi tende a scomparire (9,5% nel '97, 8% nel '98, 6,5% nel 2001)". Si ridurrà così il rapporto indebitamento-pil e la pressione fiscale diminuirà insieme al contenimento della crescita delle spese correnti.

Invia commento

Commenti su questo articolo

Documenti

Link

Risorse correlate

Ultimi video della categoria

Ultime notizie della categoria

BitMeeting - Organizza le tue riunioni quaificate on-line

BitMeeting - Organizza le tue riunioni quaificate on-line

Banner AIL Salento

Banner AIL Salento

CARLA E ANNACHIARA QUARTA

CARLA E ANNACHIARA QUARTA
Torna a inizio pagina
RECAPITI E INFO

Sede amministrativa:
Via 95° Rgt. Fanteria, 70
73100 Lecce
Tel. 0832 34 40 41
Fax 0832 34 02 28 

info@sudnews.tv

Privacy Policy
Cookie Policy

SUDNEWS

Editore: ClioCom
Testata giornalistica
Reg. Tribunale di Lecce
31 Agosto 1995 n. 617

ClioCom © 2025
Clio S.r.l. Lecce
Tutti i diritti riservati