''Senza autonomia finanziaria non si puo' parlare di vero
federalismo''. Lo ha detto il Presidente del Senato, Nicola Mancino, parlando ad
Avellino ad un convegno della Lega delle autonomie locali della Campania su ''Gli enti
locali nei rapporti con la nuova regione''. ''Si e' parlato tanto anche oggi - ha
proseguito Mancino - di federalismo, ed e' giusto: con la nuova regione il federalismo
cooperativo rafforzera' il giusto proposito di accelerare l'attuazione del federalismo
fiscale. Senza autonomia finanziaria, infatti, non si puo' parlare di autonomia poltiica
ed istituzionale. Occorre, percio', una seria e organica riforma fiscale, che liberi
parzialmente il sistema di accertamento e di riscossione dal centralismo che finora lo
ha caratterizzato: meno trasferimenti e piu' attribuzioni. Solo cosi' possiamo
cominciare a parlare di nuove regioni''. Il Presidente del Senato ha rilevato che ''con la
elezione diretta del presidente della regione si conclude il processo di legittimazione
nuova dei vertici delle istituzioni territoriali. Il rapporto diretto tra l'eletto e il popolo
sovrano ha gia' posto e piu' ancora in futuro porra' problemi al sistema politico,
sempre alle prese con riforme istituzionali promesse e non realizzate. Cio' che, pero',
e' avvenuto a livello di comuni e di province e avverra' prossimamente a livello di
regioni non potra' non influenzare le riforme in quelli che, semplificando, definiamo 'i
rami alti' dell'ordinamento''. Riferendosi al rapporto regioni-province-comuni, Mancino
ha osservato che ''cio' che e' stato parzialmente fatto finora e' meno di quanto
previsto nella vigente Costituzione: poche deleghe di funzioni amministrative e non
sempre proficua collaborazione. Occorre adesso guardare avanti: dopo trent'anni
dall'attuazione delle regioni si apre di nuovo una fase costituente interessante. I
comuni e le province, che non l'avessero ancora fatto, insieme alle regioni, dovranno
dotarsi di nuovi statuti, nei quali la certezza dei poteri, delle competenze e delle
funzioni venga precisata meglio proprio per realizzare quella collaborazione, quella
concertazione, quelle deleghe e quei conferimenti non piu' affidabili alla buona
volonta', ma definiti legislativamente, in maneira molto puntuale, dalla legge
Bassanini. Gli enti locali territoriali - ha concluso il Presidente del Senato - soffrono
anch'essi la crisi della pubblica amministrazione, quando proprio la globalizzazione
richiede tempi brevi nei procedimenti e risultati efficaci nell'esecuzione. La
concertazione tra le regioni e lo Stato ha prodotto utili risultati: estesa dalle regioni ai
comuni essa potra' dimostrarsi una risposta coerente al rilancio della buona e
trasparente politica, di cui il paese ha bisogno''. (MN)