Il governatore della Banca d'Italia Antonio Fazio chiede più collaborazione ai banchieri per combattere l'usura, un male che dilaga nelle grandi città e al Sud. Ma l'usura "non è invincibile", dice Fazio nel suo discorso di apertura della prima Conferenza nazionale sull'usura. Per estirparla occorre però che le banche e il sistema finanziario si volgano a uno "sforzo straordinario e sistematico", per ridurre il costo del credito per la clientela marginale e soprattutto per restringere il divario fra i tassi massimi e quelli applicati alla clientela migliore.
Antonio Fazio sa di chiedere molto, ed è cosciente dello sforzo già fatto dal sistema bancario, che negli ultimi anni ha aumentato il credito concesso alle imprese minori (con meno di 20 addetti) e alle famiglie. Sa di domandare molto perché, nonostante la discesa dell'inflazione e dunque dei tassi di interesse, le sofferenze (cioé i crediti non rimborsati), sono più elevati al Sud che non nel resto del Paese. E ricorda che nelle imprese con meno di 20 addetti i crediti in sofferenza raggiungono il 30 per cento nelle regioni dove il rischio di usura è più elevato.
Fazio chiede dunque un allargamento e una riduzione del costo del credito per i clienti più deboli, anche riavvicinando quel divario esistente sui tassi tra Nord e Mezzogiorno. Ma pur approvando la legge antiusura del 1996 non approva tout court la parte relativa ai tassi-soglia. "La determinazione di tassi soglia uguali per l'intero territorio nazionale - ha detto Antonio Fazio - può, paradossalmente, favorire l'estensione del fenomeno dell'usura, soprattutto nelle aree del Paese in cui la rischiosità del credito è più elevata, riducendo l'ammontare dei prestiti legali".
Il governatore ha voluto inoltre ricordare che non c'è usura nel mercato legale. Un riferimento indiretto alla vicenda dei mutui ai tassi cosiddetti usurai il cui decreto, emanato dal governo nei giorni scorsi per abbassarne il costo, verrà discusso oggi al Senato (le associazioni dei consumatori e parte di maggioranza e opposizione chiedono un abbassamento dei tassi oltre il limite già fissato). Fazio ha voluto precisare alcuni punti. Ha ricordato come il provvedimento venne emanato in una situazione di urgenza che non consentì "una sufficiente riflessione sull'opportunità dell'introduzione di un tetto ai tassi di interesse praticati dagli intermediari autorizzati".
Ma l'azione contro l'usura dev'essere multipla, ha ricordato Fazio: maggiore concorrenza nel sistema bancario, diffusione sul territorio degli sportelli (già cresciuti negli ultimi anni), stabilità macroeconomica che permette migliori condizioni di credito in termini effettivi, attenzione alla clientela marginale, attività di contrasto delle forze dell'ordine e della magistratura nei confronti delle organizzazioni criminali. Una lotta che "resta una priorità del governo", ha detto il ministro dell'Interno Enzo Bianco, aprendo la Conferenza cui partecipano Tano Grasso, commissario per il coordinamento delle iniziative anti racket e anti usura. Che ha portato un dato allarmante: un calo consistente delle denunce che "da molto tempo costituisce per noi ragione di allarme".