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Data: 30/12/1998 - Ora: 10:18
Categoria:
Economia
Trovare le potenziali vittime del passaggio alla moneta unica è facile. Basta cercare tra i 58 milioni di europei
sopra i 65 anni, tra i quali prevale già un atteggiamento negativo o di indifferenza verso l'Euro, oppure tra le
casalinghe che - secondo uno studio effettuato in Francia - prevedono nell'80% dei casi che avranno problemi
nell'usare la nuova moneta; o ancora tra quel 29% di europei che dichiara di non aver mai fatto un pagamento in
valuta straniera, o tra gli oltre sei milioni di cittadini che sono ciechi o hanno seri problemi alla vista e le cui
esigenze hanno già spinto la Commissione a cambiare il disegno delle nuove monete.
Nell'immensa operazione di marketing sociale che giovedì raggiungerà il suo culmine con la nascita della
moneta unica e l'inizio del lungo addio alle valute nazionali, a Bruxelles si pensa anche a chi vivrà questo evento
come un trauma. Nei mesi scorsi un'équipe di giuristi, economisti, sociologi e psicologi (per l'Italia hanno
partecipato il Censis e l'associazione Torino Finanza) ha prodotto una notevole mole di studi sulla percezione
della moneta da parte di chi la utilizza e sugli effetti dell'adozione di una moneta sovrannazionale. E senza
interventi mirati - è l'opinione comune degli studi presentati alla Commissione - le categorie più deboli
rischieranno di avere più danni che vantaggi dal'introduzione dell'Euro, specie se non si agirà prima del 1
gennaio 2002. A quella data, quando il vero "big bang" farà scomparire definitivamente nel giro di qualche
settimana monete e biglietti in marchi, franchi o lire per sostituirli con gli equivalenti in Euro, sarà troppo tardi per
muoversi.
Le condizioni principali perché l'Euro sia accettato nel modo più ampio sono, secondo la Commissione, "la
creazione della fiducia nella nuova moneta, l'apprendimento di un nuovo codice valutario e la ricostruzione di
una memoria dei prezzi". Il primo aspetto ha a che fare più che altro con il valore simbolico della moneta. L'Euro
sarà un esperimento di unione monetaria senza unione politica. Così, perché l'Euro non diventi "una moneta
senza Stato" sarà necessario identificarlo con le remote istituzioni comunitarie, delle quali ben un terzo degli
europei dichiara però di non fidarsi. Ma la fiducia si costruirà anche e soprattutto rassicurando i consumatori che
i costi di passaggio all'Euro non graveranno sulle loro spalle, che i tassi di cambio con le monete nazionali
saranno applicati rigorosamente, e soprattutto che la nuova valuta non avrà nessun effetto sui loro redditi e le
loro spese.
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