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Economia/ Sgravi fiscali al Sud, il no dell'Europa

Data: 09/07/1998 - Ora: 09:44
Categoria: Economia

"La Commissione valuterebbe negativamente incentivi di natura fiscale che non fossero legati a nuovi investimenti o alla creazione di posti di lavoro, costituendo invece dei meri aiuti di sostegno al funzionamento delle imprese". Ecco in poche righe il giudizio preventivo - e tutt'altro che favorevole - di Bruxelles su eventuali sgravi fiscali generalizzati per il Sud che il governo Prodi dovesse decidere. In una lettera di due pagine indirizzata al ministro delle Finanze Vincenzo Visco il Commissario al Mercato interno Mario Monti e quello alla Concorrenza Karel Van Miert rispondono alla richiesta, fatta dallo stesso Visco alla Commissione il 2 giugno scorso, di un primo giudizio sui progetti al vaglio in Italia. (MN)

Pur evitando di entrare nei dettagli - dato che per ora i progetti del governo italiano sono tutt'altro che definiti - i due Commissari pongono comunque una serie di limiti precisi a qualsiasi possibile intervento e avvertono che in nessun caso sarà ammessa una replica della fiscalizzazione degli oneri sociali nel Mezzogiorno, già finita negli anni passati sotto la scure dell'Ue. In sintesi la Commissione fa sapere che non potranno essere accettate misure valide per tutte le aziende, comprese quelle già attive al Sud, come ad esempio una riduzione generalizzata della pressione fiscale, né interventi che tendano a diminuire il costo del lavoro per tutti i dipendenti. Lo "stop" di Bruxelles, anche se preventivo e per forza di cose non ancora dettagliato, rischia già di lasciare lettera morta alcune delle proposte che in vista della verifica di oggi vengono dalle forze di maggioranza. E non è escluso che per Visco e i suoi colleghi di governo la risposta sollecitata alla Commissione non suoni in realtà assai gradita, dato che permetterà di invocare il "vincolo esterno" del diritto comunitario contro richieste di sgravi generalizzati che sarebbero troppo onerosi per le casse pubbliche.
La lettera di Monti e Van Miert ricorda innanzitutto a Visco che l'Unione europea è sempre più sensibile al problema della concorrenza fiscale tra gli Stati membri e ai suoi effetti dannosi per il buon funzionamento del mercato unico; per questo il 1 dicembre scorso è stato adottato un Codice di condotta "che include l'impegno da parte degli Stati membri a non introdurre nuove misure fiscali ''pregiudizievoli''". E proprio in base al Codice di condotta "possono essere considerate dannose tutte quelle misure che prevedano, in certe aree geografiche, un livello di imposizione sensibilmente inferiore a quello dello Stato in questione", visto che gli "sconti" sulle imposte rischierebbero di influenzare le aziende nella loro scelta di stabilirsi in un'area piuttosto che in un'altra. Allo stesso modo si ricorda come anche di recente i capi di Stato e di governo europei riuniti a Cardiff abbiano "sottolineato nuovamente la necessità di promuovere la concorrenza, riducendone la distorsione derivante dagli aiuti alle imprese".
In ogni caso, affermano i due Commissari, il problema degli sgravi fiscali al Sud è già stato oggetto di un lungo contenzioso tra l'Italia e la Commissione sulla fiscalizazione degli oneri sociali; un contenzioso che si risolse nel 1995 tra Van Miert e l'allora ministro del Bilancio Giancarlo Pagliarini che prevedeva appunto la cessazione completa e definitiva della fiscalizzazione degli oneri sociali nel 1999. Adesso si ribadisce come "quel tipo di normativa era incompatibile con il diritto comunitario" e che quindi "occorre evitare di predisporre nuove misure che possano fungere da succedaneo di quelle progressivamente eliminate". Proprio ieri mattina Van Miert ha dichiarato che qualsiasi nuovo intervento a favore del Sud "non può andare contro, limitare o neutralizzare" l'accordo firmato tra Italia e Commissione nel '95.
Anche per le mosse future che il governo Prodi dovesse decidere l'invito è a tenersi in stretto contatto con la Commissione anche perché "siffatte misure, essendo suscettibili di configurare un aiuto statale ai sensi dell'art. 92 del Trattato, devono essere notificate alla Commissione allo stato di progetto, per consentire l'usuale scrutinio di compatibilità" con le norme comunitarie.

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