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Data: 17/09/1998 - Ora: 11:18
Categoria:
Economia
La rilevazione verrà svolta dal ''Wuppertal Institut''
centro studi tedesco specializzato sul clima, l'energia e
l'ambiente, e sara' avviata ufficialmente nel corso del convegno
nazionale delle famiglie dei ''Bilanci'', in programma il 13
settembre prossimo a Firenze. All'incontro prendera' parte anche
il prof. Alberto Tarozzi, ordinario di sociologia
all'universita' di Bologna.
A quattro anni dall'inizio della campagna, gli aderenti
verificano mensilmente le singole voci del proprio bilancio
familiare. Ogni mese i risultati arrivano al centro di
coordinamento, che si trova a Marghera (Venezia), e che fa
circolare idee, riflessioni, spunti per consumi ''alternativi''
o per il ricorso a prodotti e forme di acquisto diverse da
quelle legate alla comune distribuzione commerciale.
Dai dati relativi al 1997, emerge che le famiglie aderenti ai
''Bilanci'' sono nella maggiori parte giovani coppie con figli
minori (61%); il 35% ha un'eta' inferiore ai 18 anni e il 49%
tra i venti e i trent'anni. Il consumo medio mensile pro capite
e inferiore di centomila lire rispetto alla media delle famiglie
italiane rilevata dall'Istat. Fra i singoli capitoli di spesa,
per gli alimentari lo scarto rilevato tra il consumo Istat e il
dato della campagna e' di 104 mila lire pro capite. Tutto questo
- sottolineano i promotori dei ''Bilanci'' - nonostante si
ritenga che consumi piu' ''ecologici'' vengano ritenuti alla
portata esclusiva di famiglie a reddito medio-alto. Le famiglie
aderenti alla campagna consumano meno anche per quel che
riguarda l'abbigliamento, i trasporti (il 4,5% non possiede
l'auto), l'energia elettrica e i detersivi. Maggiori rispetto
alla media nazionale sono invece le spese per la salute.
Uno degli obiettivi primari della campagna e' proprio quello
della riduzione dei consumi, in un'ottica di sobrieta' e di
analisi dei propri bisogni, alla ricerca di cio' che e' davvero
necessario. In secondo luogo, i canali d'acquisto, spesso
direttamente alla produzione, consentono un forte risparmio
economico. Infine, alcuni prodotti - soprattutto quelli
alimentari - non vengono reperiti sul mercato ma vengono
autoprodotti.
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