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Economia/ Per gli industriali futuro poco roseo

Data: 10/09/1998 - Ora: 11:49
Categoria: Economia

Un immediato futuro non proprio brillante attende l'economia del nostro Paese.
Secondo le previsioni del centro studi di Confindustria la crescita del pil a fine di quest'anno si attesterebbe al +2,1%, mentre per il '99 dovrebbe raggiungere il +2,5%. Stime riviste al ribasso rispetto a quelle che la stessa Confindustria aveva diffuso a giugno, quando aveva indicato una crescita del Pil al 2,3% nel '98 e al 2,7% nel '99. (MN)

La minor crescita deriva, secondo viale dell'Astronomia, dalla dinamica delle esportazioni che e' stata ridotta di un punto percentuale per entrambi gli anni. Di contro le importazioni crescono a ritmi decisamente piu' elevati (8,4% quest'anno e 7% nel '99). Altro punto problematico quello dei consumi dove secondo l'attuale previsione crescono di 0,6 punti in meno cumulativamente nel biennio. Per quanto riguarda l'occupazione, Confindustria prevede una leggera crescita che pur rappresentando una svolta rispetto al precedente quinquennio in cui si persero ben 1.300.000 posti non sara' tale da far scendere il tasso di disoccupazione sotto il 12%. Inoltre, la manovra finanziaria prospettata da 13.500 miliardi appare, secondo gli esperti di Confindustria, di entita' adeguata anche se l'avviso che viene da viale dell'Astronomia e che non vi siano allentamenti nei controlli sui flussi di cassa.
Riguardo ai conti pubblici la valutazione di Confindustria e' che la minor spesa per interessi dovrebbe compensare quasi interamente le conseguenze della bassa crescita sull'indebitamento netto della Pubblica amministrazione. Contribuisce a migliorare il saldo di quest'anno, ben 8.000 miliardi, la decisione dell'Inps di mensilizzare il pagamento delle pensioni. Secondo Confindustria, appare, quindi, credibile l'ipotesi del governo che lo sconfinamento del fabbisogno dei primi 8 mesi di quest'anno (8.200 miliardi in piu' rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso) sia in gran parte imputabile alla possibilita' da parte dei contribuenti di rateizzare il pagamento delle imposte normalmente dovute entro giugno.

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