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Economia/ Francia, la Confindustria si rivolge ai piccoli e medi imprenditori

Data: 28/10/1998 - Ora: 12:06
Categoria: Economia

La Confindustria francese cambia nome e linea politica, finisce con il vecchio termine «patronat» che evoca un'epoca di lotta di classe e, nella città sede del parlamento europeo, a Strasburgo, nasce il «Mouvement des entreprises de France» (Medef), una struttura che guarda all'Europa e soprattutto alla base composta di piccoli e medi imprenditori che devono iniziare a contare davvero, ma anche un «movimento» che non cela le sue ambizioni politico-ideologiche. In una situazione in cui la destra repubblicana si divide e diventa più debole, mentre stenta a nascere una formazione di stampo liberale, il presidente Ernest-Antoine Seillière e il suo braccio destro Denis Kessler vogliono contrapporre al primato dello Stato e dell'amministrazione la centralità dell'impresa. (FM)

La polemica rievoca la sfida che, da oltre dieci anni, la Confindustria ha avuto in Italia, non senza aver pensato al «partito degli industriali». Una campagna che ha avuto effetto nel mutare il clima culturale nei confronti dell'impresa, ma non ha portato vere conseguenze politiche. Ciò che dell'esperienza italiana è destinato a influire di più sul nuovo corso dell'imprenditoria, è anzi il modello di relazioni industriali: contrattazione, coinvolgimento dei sindacati e dei salariati, anche per contare di più nei confronti del potere politico. Seillière ha infatti realizzato le grandi linee di un nuovo modo di impostare i rapporti nelle aziende e nella società.

Con il governo di sinistra oggi gli industriali seguono un approccio molto più pragmatico: le 35 ore, che avevano avversato fin dall'inizio, si stanno trasformando in un'occasione proprio per innovare le relazioni industriali.

La contrattazione in corso nelle categorie e nelle imprese rivela un approccio flessibile, anche da parte dei sindacati, che sembrava inattuabile solo pochi mesi fa.

Seillière cerca dunque di indicare al nuovo «movimento» un percorso che lo porti fuori dall'impasse. Con i poteri politici, ad esempio, chiede un rapporto tra pari, superando quella «miscela di tutela e di assoggettamento» che ha dominato finora, anche se ciò conduce, in alcuni casi, a rifiutare gli incentivi pubblici e per la Francia questo significherebbe una mezza rivoluzione.

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