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Data: 25/11/1998 - Ora: 11:03
Categoria:
Economia
In Senato, invece, dove si stanno esaminando la Finanziaria e i collegati (oggi inizia in
aula l'esame del bilancio che si concluderà il 19 dicembre), ieri è passato il riordino
degli enti previdenziali e oggi sarà presentato l'emendamento con cui il governo
chiederà una delega per riformare la tassazione sulla casa.
Tornando al decreto sugli straordinari, il testo - già modificato dal Senato e ora
ridefinito da un emendamento del governo - fissa un tetto annuo di 250 ore e uno
trimestrale di 80. In prima lettura il Senato, previo accordo con le parti sociali, aveva
abbassato da 48 a 45 le ore settimanali oltre le quali diveniva obbligatoria da parte
dell'azienda la comunicazione agli ispettorati del lavoro del ricorso allo straordinario.
Questa decisione aveva portato il Polo a praticare un ostruzionismo duro che si era
protratto fino alle sedute notturne ed è terminato solo dopo che il governo ha posto la
fiducia.
L'emendamento proposto ieri dall'esecutivo elimina la parte, inserita dal Senato, nella
quale si affidava alla direzione provinciale del lavoro l'obbligo di formulare, se
necessario, "opportune disposizioni" in presenza di un superamento delle 45 ore
settimanali. Si stabilisce, per contro, che la contrattazione integrativa si esercita
nell'ambito dei tetti stabiliti dai contratti nazionali. Insomma, vengono recepite alcune
istanze della minoranza, ma si mantiene il cuore del decreto.
Il centrodestra ne è uscito moderatamente appagato, nonostante che Berlusconi e
Fini abbiano denunciato, nei loro discorsi per la campagna elettorale amministrativa,
un danno per le piccole e medie imprese. E anche il sindacato, pur non entusiasta,
accoglie volentieri la soluzione proposta: "In presenza di un accordo tra le parti sociali
su una materia di loro pertinenza poteva essere fatta una gestione migliore del
decreto sul lavoro straordinario, ma a questo punto il voto di fiducia è il male minore -
ha commentato Natale Forlani, segretario confederale della Cisl - e comunque
secondo me la decadenza del decreto provocherebbe effetti negativi sulla gestione
degli orari e dei contratti".
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