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Data: 17/11/1998 - Ora: 10:21
Categoria:
Economia
Fazio cerca di "costruire un ponte" tra i governi perlopiù di sinistra e la Banca centrale europea, nota l'agenzia giornalistica
specializzata Market News Service , a cui il governatore ha concesso una lunga intervista, meditata parola per parola. Nel
colloquio ha fatto presente che un primo accenno all'opportunità di sostenere la domanda interna in Europa lo aveva fatto il
31 ottobre, nel discorso ufficiale alla Giornata del Risparmio. Ma giornali e tv, a caccia di litigi e riconciliazioni tra Banca
d'Italia e governo, non se ne erano accorti o quasi.
Per il resto, il capo della banca centrale italiana smentisce ogni ipotesi di conflitto con i suoi colleghi di Francoforte ("C'è
gran rispetto e fiducia reciproca tra di noi"); si allinea sulla scelta collettiva dei governatori di far convergere entro il 31
dicembre i tassi di interesse negli 11 Paesi Euro "attorno al 3,3%". Dalle sue parole si ricava che il tasso di sconto italiano,
prima di scomparire con la fine dell'anno, dovrebbe scendere poco sotto il 3,3%; "Spero non all'ultimo momento - dice - per
evitare difficoltà tecniche". E' presumibile che il termine ultimo sia il 22 dicembre, quando la Bce annuncerà il tasso vigente
sull'Euro dal 1 gennaio.
Finora nessuno dei governatori dell'Eurolandia si era espresso in modo così aperto a favore di misure espansive. il
presidente della Bce Wim Duisenberg appena pochi giorni fa ha sostenuto che il continente resta in una fase di crescita.
Ma Fazio - come lui stesso sottolinea - è in linea con gli ultimi comunicati del G-7, sottoscritti anche da due suoi importanti
colleghi come Hans Tietmeyer della Bundesbank e Jean-Claude Trichet della Banca di Francia. Gli Stati Uniti in particolare
invitano l'Europa a rilanciare la propria economia per sostenere la crescita di tutto il pianeta.
Giorni fa il governatore si era dichiarato contrario alla proposta del commissario europeo Mario Monti, rilanciata dal
presidente del Consiglio Massimo D'Alema, di reinterpretare i limiti ai bilanci pubblici posti dal "patto di stabilità" per l'Euro.
La via di derogare ad accordi solenni, che sono una garanzia per tutti, era parsa a Fazio sbagliata; ma l'esigenza di
maggiori investimenti, che aveva mosso Monti come D'Alema, la ritiene giusta. D'altra parte era stato lo stesso D'Alema a
proporre investimenti "finanziati con obbligazioni europee" come doveva essere il piano Delors; e di piano Delors si è
sentito parlare molto il Tesoro, negli ultimi giorni.
Il presidente del Consiglio aveva ulteriormente aggiustato il tiro in una intervista apparsa ieri sulle pagine economiche del
quotidiano conservatore tedesco Frankfurter Allgemeine : "Dobbiamo sostenere la domanda all'interno delle regole del
patto di stabilità"; un nuovo piano Delors deve trovare criteri di finanziamento "sostenibili". In un discorso a Venezia, il
ministro del Tesoro Carlo Azeglio Ciampi ha invitato di nuovo a "evitare polemiche inutili" tra governi e custodi della stabilità
monetaria. Quello indicato dal governatore potrebbe risultare proprio il compromesso su cui si sta lavorando a Bruxelles.
Fazio spiega che un piano di investimenti "deve essere finanziato dal capitale privato", grazie anche ad appropriati
incentivi; mentre il contributo diretto degli Stati dovrebbe collocarsi "attorno al 10%".
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