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Data: 03/12/1998 - Ora: 10:24
Categoria:
Economia
Non c'è nessun campanello di allarme per i conti pubblici, ora ci sono tutte le condizioni per una
crescita duratura che consenta di vincere la sfida del Sud e dell'occupazione. "La sfida è alta - sottolinea Ciampi con un
vigore che fa giustizia delle voci circolate in questi giorni su una sua imminente uscita di scena - il tempo stringe, occorre
raggiungere presto risultati economici concreti perché i cittadini attendono fatti". E, qui, gli obiettivi di un programma
certamente ambizioso: entro gennaio si deciderà quali opere incompiute del Mezzogiorno debbano essere completate con i
3 mila miliardi a disposizione e quali no; nel giro di qualche mese saranno rese operanti misure efficaci per compensare gli
svantaggi competitivi ad investire nelle aree depresse (incentivi, sgravi fiscali, minor peso contributivo, maggiore
flessibilità del mercato del lavoro); entro il '99 si dovrà determinare una svolta nel modo di impostare e attuare un nuovo
modello di sviluppo, diffondendo una "cultura del fare" e definendo progetti precisi diretti a sfruttare in pieno i 120 mila
miliardi disponibili nel periodo 2000-2006, per metà provenienti dall'Unione europea. Fra le 100 idee per lo sviluppo affiorano
con priorità la realizzazione di servizi pubblici essenziali e di importanti infrastrutture materiali ed immateriali: acqua,
energia, ma anche sicurezza e condizioni ambientali dignitose per migliorare la qualità della vita; poi, autostrade del mare
per alleggerire quelle di terra, completamento delle reti informatiche, recupero dei territori in declino industriale anche al
Centro-Nord, potenziamento del turismo e di tutte le altre attività produttive, facendo leva sulla piccola e media impresa.
Il ponte sullo stretto di Messina? "E' un'opera affascinante, ma non vorrei che schiacciasse tutto il resto", commenta
Ciampi. Il ministro dei Lavori pubblici Enrico Micheli annuncia che l'adeguamento e la gestione dell'autostrada
Salerno-Reggio Calabria saranno affidati ai privati. "Nell'ottica dello sviluppo sarà molto utile - rileva il ministro del Lavoro
Antonio Bassolino - varare in queste settimane il nuovo patto sociale". Stamane, comunque, il consiglio dei ministri varerà
"Sviluppo Italia", in pratica l'Agensud.
Un "libro dei sogni"? si chiede il numero-due della Cgil Guglielmo Epifani con una punta di scetticismo, mentre il consigliere
della Confindustria per il Mezzogiorno Antonio D'Amato considera il nuovo approccio del governo per il Sud "un punto di
partenza significativo che cambia la rotta rispetto a quanto si è fatto nel passato". Ad Epifani, del resto, replica al volo lo
stesso Ciampi: "Il libro dei sogni diventa realtà quando c'è la volontà e la coerenza di tutti, a cominciare da tutte le parti
sociali e dagli imprenditori". Ancora un messaggio rassicurante arriva dal sindaco di Catania Enzo Bianco: "La mafia non
riuscirà a entrare nei nuovo appalti pubblici. Quando c'è serietà d'intenti la mafia sceglie altre strade".
In collegamento con questo massiccio impegno, ieri sera a Palazzo Chigi uno dei punti-chiave del nuovo patto sociale, la
formazione, è stato affrontato in un vertice triangolare coordinato dal sottosegretario alla presidenza del consiglio Franco
Bassanini. Vi hanno partecipato i ministri Bassolino, Luigi Berlinguer (istruzione), Ortensio Zecchino (ricerca scientifica), i
leader di Cgil-Cisl-Uil Sergio Cofferati, Sergio D'Antoni e Pietro Larizza, il vicepresidente di Confindustria Carlo Callieri.
Bassolino ha indicato nell'"obbligo formativo a 18 anni" un impegno prioritario del governo e ha indicato la via di un rilancio
dell'apprendistato con un forte contenuto formativo e della formazione continua dei lavoratori: "Nei patti territoriali - ha
detto - e nei contratti d'area prevederemo il capitolo della formazione come una pregiudiziale importante".
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