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Data: 27/11/1998 - Ora: 10:18
Categoria:
Economia
Al sodo, spiega Ciampi, la lezione del passato è che "non bisogna mai cominciare un'opera senza aver definito tutti i
passaggi. Altrimenti le ultime autorizzazioni necessarie, per così dire quelle marginali, acquistano un potere di
condizionamento capace di bloccare tutta l'opera, con il rischio di aumenti dei costi, revisione dei prezzi o peggio ancora".
Ovvero, il rischio della corruzione, come nelle stesse ore più esplicitamente sosteneva a Napoli il direttore generale della
Confindustria Innocenzo Cipolletta: "Sul terreno fertile dell'intoppo burocratico si introducono degli intermediari che si
fanno pagare per far ottenere ciò che spetta per diritto".
Alla semplificazione di metodi e procedure si è quindi diretta una buona parte dell'attenzione. "Il documento offre alcune
precise alternative, con importanti suggerimenti anche delle Regioni - spiega Fabrizio Barca, capo del Dipartimento per le
politiche di sviluppo che è una delle quattro grandi branche del nuovo Tesoro - entro cui occorre scegliere entro poche
settimane". Quanto alle idee, oltre alle amministrazioni pubbliche si sono chiamati a raccolta una ottantina di esperti di ogni
genere, perlopiù professori universitari (economisti, sociologi, architetti, ingegneri) o manager.
La lezione del passato è anche che una enorme quantità di fondi europei per lo sviluppo non è stata nemmeno erogata per
mancanza assoluta di progetti che Bruxelles potesse giudicare accettabili. "Chiuderemo il '98 con una utilizzazione al
55%, l'obiettivo è ovviamente di arrivare al 100% entro il 2000" conferma Ciampi; nel futuro "dovremo addirittura arrivare a
un overbooking , come fanno le compagnie aeree: avere un numero di progetti buoni che superi il complesso delle risorse,
in modo da poterne avere di riserva se per alcuni sorgono ostacoli".
Tra le "cento idee", qualcuno ha notato, non c'è il ponte sullo Stretto di Messina. "E' un'opera affascinante: chi di noi -
esclama Ciampi - non vorrebbe vedere unite Scilla e Cariddi? Ma se ci concentrassimo su quell'opera così grande
desteremmo grandi aspettative, che poi dovremmo essere sicuri di soddisfare con successo. Occorrono a mio avviso altri
approfondimenti, perché non si sono ancora raggiunte certezze finali. Teniamo sempre presente l'esperienza del tunnel
sotto la Manica". Neanche sul posto i pareri sono unanimi: spulciando il librone, il grande ponte compare tra le proposte
della Regione Calabria, ma non tra quelle della Regione Sicilia.
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