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Economia/ Ciampi: "Cento mila miliardi per il Sud"

Data: 27/11/1998 - Ora: 10:18
Categoria: Economia

Carlo Azeglio Ciampi conta di guarire l'agonia dell'economia meridionale attraverso i 100-120.000 miliardi di lire (o meglio, dato che così li conteremo, 50-60 miliardi di Euro) disponibili dal 2000 al 2006 tra fondi europei e nazionali. Il ministero guidato da Ciampi ha riesaminato da capo che cosa fare con l'intervento pubblico e come farlo. "Una delle esperienze peggiori per chi gira nel Mezzogiorno - dice il ministro - è la vista dei lavori incompiuti. Si pensa a quali siano state le attese e le delusioni della popolazione". Per evitare la "cattiva qualità della spesa", principale difetto del passato, la "nuova programmazione", parola d'ordine lanciata da Ciampi nel luglio scorso, in quattro mesi ha prodotto un librone di 770 pagine tra richieste delle Regioni, abbozzo di progetti, schede tecniche, suggerimenti procedurali, analisi di esperti: "Cento idee per lo sviluppo" che sarà discusso a Catania la settimana prossima, in un seminario di tre giorni concluso dal presidente del Consiglio. (MN)

Al sodo, spiega Ciampi, la lezione del passato è che "non bisogna mai cominciare un'opera senza aver definito tutti i passaggi. Altrimenti le ultime autorizzazioni necessarie, per così dire quelle marginali, acquistano un potere di condizionamento capace di bloccare tutta l'opera, con il rischio di aumenti dei costi, revisione dei prezzi o peggio ancora".
Ovvero, il rischio della corruzione, come nelle stesse ore più esplicitamente sosteneva a Napoli il direttore generale della Confindustria Innocenzo Cipolletta: "Sul terreno fertile dell'intoppo burocratico si introducono degli intermediari che si fanno pagare per far ottenere ciò che spetta per diritto".
Alla semplificazione di metodi e procedure si è quindi diretta una buona parte dell'attenzione. "Il documento offre alcune precise alternative, con importanti suggerimenti anche delle Regioni - spiega Fabrizio Barca, capo del Dipartimento per le politiche di sviluppo che è una delle quattro grandi branche del nuovo Tesoro - entro cui occorre scegliere entro poche settimane". Quanto alle idee, oltre alle amministrazioni pubbliche si sono chiamati a raccolta una ottantina di esperti di ogni genere, perlopiù professori universitari (economisti, sociologi, architetti, ingegneri) o manager.
La lezione del passato è anche che una enorme quantità di fondi europei per lo sviluppo non è stata nemmeno erogata per mancanza assoluta di progetti che Bruxelles potesse giudicare accettabili. "Chiuderemo il '98 con una utilizzazione al 55%, l'obiettivo è ovviamente di arrivare al 100% entro il 2000" conferma Ciampi; nel futuro "dovremo addirittura arrivare a un overbooking , come fanno le compagnie aeree: avere un numero di progetti buoni che superi il complesso delle risorse, in modo da poterne avere di riserva se per alcuni sorgono ostacoli".
Tra le "cento idee", qualcuno ha notato, non c'è il ponte sullo Stretto di Messina. "E' un'opera affascinante: chi di noi - esclama Ciampi - non vorrebbe vedere unite Scilla e Cariddi? Ma se ci concentrassimo su quell'opera così grande desteremmo grandi aspettative, che poi dovremmo essere sicuri di soddisfare con successo. Occorrono a mio avviso altri approfondimenti, perché non si sono ancora raggiunte certezze finali. Teniamo sempre presente l'esperienza del tunnel sotto la Manica". Neanche sul posto i pareri sono unanimi: spulciando il librone, il grande ponte compare tra le proposte della Regione Calabria, ma non tra quelle della Regione Sicilia.

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