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Economia/ A breve assegni alle mamme e ai poveri

Data: 04/05/1999 - Ora: 18:29
Categoria: Economia

Estate con il riccometro: scatterà infatti il primo luglio, dopo mesi di gestazione, l'Indicatore della Situazione Economica (ISE) nato per stabilire chi ha diritto di accedere ai servizi pubblici, e porterà con sé una bella sorpresa per mamme e famiglie numerose meno abbienti: i due regolamenti attuativi che mancavano per il varo sono pronti e hanno già ricevuto il via libera del Consiglio di Stato, mentre a giorni arriverà la firma del presidente del Consiglio e il 'sì della Corte dei Conti. Compiuto questo passo, sarà possibile attuare due norme della Finanziaria '99, attraverso un terzo regolamento, anche questo quasi pronto, a firma del ministro degli Affari Sociali, Livia Turco: la prima prevede un assegno di duecentomila lire al mese per cinque mesi a tutte le mamme, lavoratrici e non, una platea di circa centomila donne, che non abbiano copertura assicurativa e previdenziale e un reddito familiare non superiore ai cinquanta milioni (diventeranno trecentomila lire nel 2000); la seconda stabilisce invece un assegno ai nuclei familiari con almeno tre figli minori e un reddito sotto i 36 milioni di lire. (FM)

A queste 120-130.000 famiglie (tanti sono gli italiani interessati al provvedimento) arriveà invece un contributo statale di 200.000 lire per 13 mesi, assegno che conteggerà anche gli arretrati dal primo gennaio 1999.

Il primo decreto attuativo sarà firmato da Presidenza del Consiglio e dai ministeri del Tesoro, delle Finanze, del Lavoro e degli Affari Sociali. Il secondo è di competenza di Palazzo Chigi e del dicastero di Livia Turco e si occuperà espressamente di fissare le caratteristiche dell'autocertificazione da compilare per accedere ai servizi.

L'autocertificazione sarà di sole due-tre pagine e conterrà 4-5 tabelle da riempire relative al reddito familiare, ai componenti del nucleo e al numero di codice degli intermediari finanziari utilizzati per la gestione dei patrimoni. Se il contribuente troverà difficile la compilazione del modulo, potrà rivolgersi ad un Caf o ad un commercialista. Riempita la scheda di richiesta per asili-nido, iscrizione universitaria, prestazioni sanitarie e quant'altro, ogni amministrazione utilezzerà propri parametri per calcolare il livello di accesso e avrà anche discrezionalità nel decidere se tenere in conto o meno il patrimonio del richiedente che comunque non sarà considerato oltre il 20% del totale.

Per quanto riguarda l'assegno per le mamme e per i nuclei familiari, il governo starebbe poi pensando ad una deroga: non considerare nel riccometro il patrimonio, ma solo il reddito da lavoro.

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