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Data: 16/03/1999 - Ora: 17:24
Categoria:
Politica
La commissione potrà anche aprire d'ufficio un procedimento di accertamento dell'esistenza di violazioni dei diritti delle donne da parte di uno stato nel caso in cui si tratti di violazioni gravi o sistematiche.
Il protocollo addizionale è stato adottato per consenso dopo quattro anni di negoziato: ''Darà alle donne la possibilità di esercitare e far valere davanti a una corte internazionale i diritti umani già riconosciuti dalla Convenzione di New York ma finora rimasti spesso sulla carta'', ha dichiarato il ministro per le Pari Opportunità Laura Balbo che in questi giorni è all'Onu. Alle Nazioni Unite per partecipare ai lavori del comitato preparatorio alla sessione speciale 'Women 2000' dell'Assemblea Generale, la ministro Balbo ha osservato che i poteri della commissione-tribunale potranno essere applicati, ad esempio, al caso dell'Afghanistan dove le donne sono vittima di sistematiche violazioni dei diritti.
''Poiché nel mondo esistono situazioni nelle quali le donne vengono imprigionate, sottoposte a violenza o sono sotto il rischio di ritorsioni, la delegazione italiana si è battuta per dare anche alle organizzazioni non governative la possibilità di agire davanti al Comitato e il governo italiano si è impegnato a garantire una rapida ratifica del protocollo per renderlo al più presto operativo'', ha detto la Balbo.
Il protocollo entrerà in vigore con la decima ratifica.
Il ricorso al comitato potrà essere presentato solo dopo che la vittima abbia percorso tutti gradi di giudizio presso i tribunali nazionali.
Tuttavia, per tutelare le vittime dagli abusi degli Stati, si è stabilito che il ricorso possa essere presentato direttamente al Comitato quando il processo interno si protrae troppo a lungo o quando è probabile che la vittima non riceva una effettiva soddisfazione.
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