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Discariche di rifiuti tossici nel Salento, Rutelli risponde

Data: 21/12/2000 - Ora: 12:41
Categoria: Politica

Alla domanda della nostra cronista: "Da cittadina del Salento Le chiedo cosa pensa di fare, se diventerà premier, delle zone inquinate del Basso Salento invase di rifiuti tossici", il candidato premier del centrosinistra Francesco Rutelli ha dato la seguente risposta. "La 'scoperta' di quattro discariche clandestine nelle campagne salentine, fra Ugento e Presicce, con centinaia di fusti contenenti prevalentemente olii minerali a base di PCB, è l'ultima, clamorosa conferma di un fenomeno sempre più inquinante: lo smaltimento illegale di rifiuti, un business in gran parte controllato dalla criminalità organizzata e che vede il nostro Mezzogiorno come uno dei crocevia dei traffici internazionali di rifiuti tossici e nocivi. Il fatto che alcuni bidoni riportassero in buona evidenza delle diciture che farebbero risalire il contenuto a rifiuti ospedalieri prodotti in Grecia, lascia presagire che i trafficanti internazionali di rifiuti hanno individuato nelle cave abbandonate del Salento uníarea vergine, poco controllata e buona per smaltire rifiuti a basso costo.

Per quanto riguarda la situazione contingente, ritengo si debba procedere rapidamente alla messa in sicurezza e alla bonifica dell'area e alla convocazione da parte del Prefetto, vista la gravità del fenomeno, di una riunione del Comitato per l'ordine pubblico e la sicurezza, in modo da dare rapidamente risposte efficaci a un fenomeno che presumibilmente non riguarda soltanto i siti già scoperti. Inoltre, bisogna procedere ad un serio monitoraggio (anche utilizzando la tecnologia satellitare) di tutto il Salento per individuare eventuali altri siti interrati.
Più in generale, occorre un forte impegno per prevenire e reprimere il traffico clandestino di rifiuti. Secondo quanto stimato dalla Commissione parlamentare díinchiesta sui rifiuti, sarebbe di circa 15 mila miliardi il giro díaffari annuale connesso a questo tipo di attivit* criminale che fa sparire ogni anno qualcosa non meno di 35 mila tonnellate di rifiuti. Purtroppo smaltire illegalmente i rifiuti inquinando i terreni e le falde idriche è un'operazione molto redditizia per gli smaltitori illegali e che comporta, secondo il nostro attuale ordinamento giuridico, una sanzione meno grave di quella cui sarebbe soggetto chi ruba una mela: si tratta, infatti, di un mero reato contravvenzionale. Proprio in questi giorni, le forze politiche che mi sostengono sono impegnate in Parlamento per far approvare una norma che introduce nel codice penale il reato di "organizzazione di traffico illecito di rifiuti": solo se questi trafficanti di veleni, veri e propri ladri di futuro, potranno essere condannati a pene certe e severe, avremo partita vinta contro lo smaltimento illegale dei rifiuti".

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