La Camera ha approvato a maggioranza la proposta di legge
sull'inserimento lavorativo dei disabili
(per essere riconosciuti tali è necessario che la capacità
lavorativa sia limitata almento al 45 per cento). Il testo torna ora al Senato per la terza lettura. E'
stato risolto con un voto a maggioranza il problema relativo ai lavoratori che, sani al
momento dell'assunzione, risultino disabili in un momento successivo. Ha prevalso la
linea della Commissione Lavoro, che ha proposto di non computare nella quota
riservata ai disabili tali lavoratori, qualora l'handicap non superi il 60 per cento. Con la nuova
legge che modifica profondamente quella vigente, la 482 del 1968, cambierà
decisamente la logica attuale. Lo Stato obbliga sopratutto le imprese private e gli enti
pubblici economici ad assumere disabili (uno fino a trentacinque dipendenti, due da trentacinque a 50, il 7%
del totale per le imprese maggiori) riconoscendo alle imprese medesime incentivi di
sostegno. Attualmente il peso dell'inserimento dei disabili grava soprattutto sulla
pubblica amministrazione e sulla grande impresa, mentre per il futuro sarà coinvolta
anche la piccola e media impresa ed anzi saranno proprio le imprese pubbliche non
economiche ad essere agevolate. (FM)La cosa è stata criticata anche duramente dalle
opposizioni, in particolare da Alleanza nazionale. La dotazione finanziaria è limitata
(così come lamentato sopratutto da Forza Italia e dalla Lega nord), essendo di trenta
miliardi per il 1998, di quarantaper il prossimo anno e di sessanta nel 2000, e verrà sottoposta a
verifica al termine del triennio di sperimentazione. Dal computo dei dipendenti sono
esclusi i dirigenti, i soci di cooperative, gli occupati con contratto a tempo determinato
con durata inferiore ai nove mesi. Trattamenti particolari sono previsti non solo per le
imprese che per loro natura non possono avvalersi di disabili: quelle di trasporto, ma
anche per i partiti politici, i sindacati e le cooperative. I datori di lavoro privati e gli enti
pubblici economici, che per speciali condizioni delle loro attività non possono
occupare l'intera quota di disabili che loro spetta, possono assolvere il loro obbligo
pagando un contributo esonerativo di venticinquemila lire al giorno. I datori di lavoro possono
anche convenzionarsi con cooperative sociali, affidando loro commesse di lavoro. Le
sanzioni previste sono pesanti e arrivano ad escludere dalle gare pubbliche le
imprese che non rispettino la quota di disabili loro spettante. A giudizio del verde
Gardiol la legge porterà all'inserimento lavorativo di altri sessantamila disabili.