E’ indispensabile ora che, nel contesto della decisione, venga risolto il problema delle quote relative agli anni 2002 e 2003 in maniera tale da porre rimedio alla forte penalizzazione già subita dalla regioni meridionali
"La decisione del Consiglio dei Ministri che sospende gli effetti del Decreto 56 è la prima presa d’atto formale da parte del Governo della iniquità e della inadeguatezza di una forma di federalismo fiscale che avrebbe fortemente penalizzato le regioni meridionali.
La Regione Puglia, sin dal luglio del 2003, ne individuò l’incostituzionalità e il pericolo gravissimo di sperequazione tra i diritti di cittadinanza soprattutto nel Mezzogiorno.
A quanto si apprende ora c’è tutto il tempo, fino al 28 Febbraio, per adeguare il federalismo fiscale al novellato Titolo V della Costituzione come sostenuto dalla Regione Puglia con l’autorevole appoggio, tra gli altri, dell’allora V. Pres. Del Consiglio Gianfranco Fini, degli stessi Ministri Enrico La Loggia e Gianni Alemanno e dei Sottosegretari Viespoli e Vegas.
E’ indispensabile ora che, nel contesto della decisione, venga risolto il problema delle quote relative agli anni 2002 e 2003 in maniera tale da porre rimedio alla forte penalizzazione già subita dalla regioni meridionali.
Di tutto questo comunque non posso che prendere atto con soddisfazione ringraziando quanti sono stati al fianco della Regione Puglia in questo difficile frangente e, in particolare, il Presidente Berlusconi per la sensibilità dimostrata in proposito e testimoniata dalla sua lettera al Presidente dell’Alta Commissione sul federalismo fiscale con la quale indicava proprio nella coerenza costituzionale con l’art. 119 del riformato Titolo V la via da seguire per la definizione del federalismo fiscale.
Certo non solo le azioni intentate dalla Regione Puglia per prima davanti al Tar del Lazio e alla Corte Costituzionale hanno pesato sulla decisione del Governo. Sono convinto che almeno altrettanto abbia pesato la mobilitazione popolare che ha portato decine di migliaia di pugliesi a firmare la petizione per abolire gli effetti perversi del Decreto.
E’ un primo successo di una sfida politica della Puglia e dei suoi cittadini ma nulla è scontato.
La vigilanza nelle sedi istituzionali e la prosecuzione della raccolta delle firme saranno il contributo che la Puglia continuerà a dare a questa battaglia di civiltà.
Va detto che il Governo sta dimostrando di saper riconsiderare con attenzione e saggezza il suo operato anche in una materia delicatissima e controversa come questa mentre ci auguriamo che il centro sinistra, che del Decreto 56 fu l’artefice primo, abbandoni il terreno di sterili polemiche e prenda atto di questo primo importante passo compiuto dal Governo".